Calova della pizzeria Beat di Barge: «Di solo asporto non possiamo vivere»

Calova della pizzeria Beat di Barge: «Di solo asporto non possiamo vivere»
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«Non sono arrabbiato, nella mia vita ne ho viste tante. Sono solo preoccupato per il futuro di mio figlio, ogni giorno lo conforto e gli dico che ci saranno tempi migliori, ma non ho nemmeno la lucidità di ciò che dico, è tutto così incerto». 

A parlare è Stefano Calova, titolare del ristorante pizzeria "Beat" di Barge, il quale ha rilevato il locale nel 2019, con la sua famiglia.

La voce calma e pacata di Stefano, a tratti quasi sconsolata, fa trasparire tutto il dispiacere per un periodo complicato. Tra un respiro profondo e qualche frase intervallata da piccole pause, ci descrive lo stato d'animo palesemente provato. 

«Abbiamo una perdita pari all'ottanta per cento, con incassi ai minimi storici. Non abbiamo entrate sufficienti per pagare le spese, e con i ristori ci pago a stento una bolletta. La cosa che mi fa più rabbia è che prima ci hanno fatto fare investimenti per adeguarci ai protocolli, per poi in seguito farci chiudere. Di solo asporto non si vive. Grazie al cielo siamo a conduzione famigliare, non avrei saputo come poter fare altrimenti. Guardare negli occhi la mia famiglia tutti i giorni, senza saper dare risposte ai loro sguardi talvolta sconsolati, mi distrugge». 

Il titolare del locale precisa che il comune gli ha dato respiro, togliendo la tari, ma ciò non basta, ci vogliono certezze da parte del governo. 

L'assessore al commercio di Barge, Andrea Bruno Franco, esprime la sua vicinanza alle attività più danneggiate: «Passare in paese e vedere i bar chiusi - asserisce l'assessore - mette una tristezza agghiacciante. I bar e i ristoranti sono quelli che almeno in apparenza ravvivano il paese, e vedere le serrande abbassate o a mezza asta per passare i prodotti è veramente triste. Il comune - continua Bruno Franco - oltre all'eliminazione totale della tassa tari, ha stanziato una somma pari a 30 mila euro da destinare, a tutte le attività che hanno obbligatoriamente dovuto chiudere durante il primo lockdown, tolto quindi supermercati e alimentari. La parte burocratica del bando verrà gestita dalla Confcommercio di Saluzzo, che ringraziamo per la collaborazione».

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