Symon: ora speriamo di poter farci conoscere

Symon: ora speriamo di poter farci conoscere
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Symon Mattio, titolare del bar trattoria “Gambero d’oro” di Scarnafigi, racconta una storia diversa rispetto al collega e a modo suo emblematica.

Il giovane ristoratore rileva il locale nell’aprile 2020, in coincidenza con l’inizio dell’emergenza, motivo per il quale non ha l’opportunità di accendere i fornelli e aprire le porte di quel caldo locale. Una trattoria a conduzione famigliare, per anni approdo sicuro per i pranzi di lavoro e la sera cenacolo di buongustai.

Symon a giugno apre e lavora per tre mesi, adottando tutte le misure previste dai protocolli e finalmente si fa conoscere dai clienti. Poi torna la clausura e Mattio è costretto a chiudere nuovamente, senza però percepire alcun tipo di ristoro, non avendo alle spalle una dichiarazione di guadagno relativa all’anno precedente. «Ho ricevuto un solo bonifico a dicembre, e poi basta. Mia moglie, assunta come dipendente e messa in cassa integrazione a novembre, non ha ancora ricevuto nemmeno un soldo – riferisce il titolare, esasperato dalla situazione -. Fortunatamente la passione per il mio lavoro e la fiducia dei nostri clienti, hanno fatto sì che mi venisse l’idea di reinventarmi. Oltre ai soliti piatti proposti, ho deciso di adeguarmi alla situazione, creando hamburger e pizze gourmet, da proporre come asporto, e finalmente ho trovato la chiave vincente».

A questo punto della chiacchierata, la voce di Symon si fa più serena e speranzosa. Dopo un lungo respiro conclude. «Non chiedo molto, se non di poter riaprire i battenti e far vedere alla clientela di cosa siamo capaci. Fino alla scorsa settimana abbiamo servito i pranzi all’interno del locale per i dipendenti delle aziende. Vedere la gente all’interno del locale non può far altro che farmi sperare in un qualcosa. Ora ripartiamo, ma resta un lavoro a metà, fintanto che non ci sarà concesso di servire anche la cena».