l'abito della castellana

Ecco l’abito della Castellana

parla la sarta Bruna Besso Pianetto

Ecco l’abito della Castellana

L’abito della Castellana è pronto, e domenica sarà svelato dalla “Signora del Carnevale di Saluzzo”, che alle 10 si affaccerà dal balcone del municipio di Saluzzo per ricevere le chiavi dal sindaco della città Franco Demaria.

Fino a quel momento il volto della Castellana resta misterioso.

Avvolto nel “segreto” resta però anche l’abito, che cambia ogni anno, e che ad ogni Carnevale si rinnova per foggia, colori e taglio. Come tradizione viene finanziato dall’Ascom Saluzzese. «Un impegno – racconta il presidente Danilo Rinaudo – ma anche un onore poter vestire la Castellana. Il Carlevè è un evento che richiama migliaia di persone, e che fa bene al commercio saluzzese».

Per il sesto anno consecutivo è la stilista Bruna Besso Pianetto, della bottega di alta sartoria “Bruna Couture” con sede in via Seminario. Bruna Besso Pianetto ha 35 anni di esperienza e da 13 ha fondato Bruna Couture. Lavora principalmente su abiti da cerimonia e da sposa, ha partecipato lo scorso anno alla Milano Fashion Week e i suoi abiti sono costantemente su riviste di settore come Officiel, Elle, Figgi Magazine e Blur.

Come nasce l’abito della Castellana?«La ricerca storica prima di tutto: ho approfondito lo studio dei tagli e dei tessuti del ‘500, perché non voglio uscire dai canoni dell’epoca. Ho anche visitato il castello della Manta per osservare gli affreschi, che sono “fotografie” dell’epoca. Preferisco materiali storici e preziosi come velluto, damascato. Poi considero la scollatura, la gonna, la manica, la carnagione e l’altezza della Castellana: tutto influisce sul risultato finale. La Fondazione Bertoni, va detto, mi dà carta bianca, e io cerco sempre un dettaglio, un particolare che metta in risalto la figura della Castellana che poi lo indosserà».Quanto è importante la comodità dell’abito?«Fondamentale. Le Castellane devono sentirsi bene dentro il loro vestito, come faccio con tutti i miei clienti. Quando mi dicono “Mi sento a mio agio”, ho raggiunto quello che volevo, so di aver fatto bene il mio lavoro».Ci sono elementi ricorrenti nel vestito della Castellana?«Per diversi anni è stato utilizzato lo stesso mantello, ma già dal secondo anno in cui mi è affidato l’abito, ho deciso di realizzare anche questa parte ex novo, così da avere continuità con il vestito. Il lavoro sui tessuti come velluto e merletti è impegnativo, e ogni volta mi immedesimo nelle sarte che lavoravano allora e ne ammiro maestria e manualità. Quando poi il lavoro arriva al termine, mi entusiasma vedere l’emozione delle Castellane mentre provano il vestito».Quali sono i dettagli che completano l’abito?«Cuffia, cerchietti o altri piccoli elementi vengono sempre realizzati con lo stesso tessuto dell’abito. È un lavoro che richiede attenzione, ogni anno è un lavoro di due mesi, ma l’entusiasmo di chi si troverà nei panni della Castellana mi colpisce sempre. E mi sprona a dare sempre il meglio. Ogni abito della Castellana è un piccolo gioiello che unisce tradizione, storia e cura sartoriale».

Con l’investitura della Castellana si apre ufficialmente il Carnevale. La sfilata dei carri è in programma domenica 8, mentre il 15 ci sarà il Carnevale degli oratori.

Questo e molto altro sulla Gazzetta in edicola e in digitale