La frutta europea, e quella cuneese in particolare, resta al centro di una partita decisiva che si gioca a Bruxelles e Strasburgo. Produzioni ottenute nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sanitari e sociali rischiano infatti di essere messe in concorrenza con ortofrutta Sudamericano coltivate con regole molto meno stringenti.
È su questo terreno che si inserisce il rinvio dell’accordo Mercosur deciso martedì scorso dal Parlamento europeo.
Dopo la firma dell’intesa di libero scambio tra Unione europea e Paesi sudamericani da parte della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, avvenuta sabato 17 gennaio ad Asunción, l’Europarlamento ha votato per rinviare il trattato alla Corte europea di Giustizia. Un esito maturato anche grazie alla forte mobilitazione degli agricoltori europei, che hanno chiesto con forza il rispetto del principio di reciprocità negli scambi commerciali.
A Strasburgo, lunedì 19, oltre 5 mila agricoltori hanno circondato il Parlamento europeo; a dicembre erano stati 7 mila a Bruxelles, nelle manifestazioni promosse dal Copa-Cogeca contro accordi giudicati penalizzanti per l’agricoltura europea. Tra i partecipanti anche una numerosa delegazione di Coldiretti Cuneo, con molti giovani imprenditori agricoli, scesi in piazza per difendere produzioni come frutta, cereali e allevamenti.
Il voto dell’aula – 334 favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni – ha congelato l’iter di ratifica, rimandando la valutazione giuridica alla Corte di Lussemburgo. I tempi stimati oscillano tra i 18 e i 24 mesi, al termine dei quali l’accordo tornerà all’esame del Parlamento.
«Se il blitz in Paraguay fosse andato in porto – dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo – si sarebbe creato un precedente gravissimo, con un Parlamento europeo bypassato e svuotato delle sue prerogative». Secondo Coldiretti, il Mercosur rischia di aprire le porte a prodotti agricoli realizzati con fitofarmaci vietati in Europa, mentre oggi solo il 3% delle merci in ingresso è sottoposto a controlli fisici alle frontiere. «Con il voto di ieri – aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo – si ottiene un primo risultato concreto frutto delle mobilitazioni, che continueranno».
Soddisfazione anche da Confagricoltura: «L’apertura indiscriminata dei mercati – sottolinea Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – rischia di mettere in crisi intere filiere».
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