L’amministrazione comunale vende le quote del Gal Tradizione Terre Occitane alla Confartigianato di Cuneo anziché all’Unione Valle Montana Valle Varaita revocando la precedente delibera di cessione a favore dell’Unione.
Commenta al riguardo il sindaco Domenico Amorisco (nella foto): «L’Unione Montana Valle Varaita con la mancanza di intese, anche telefoniche, con il presidente Dovetta ha deciso, monocraticamente e non collegialmente, di non onorarel’articolo 1475 del Codice civile che stabilisce che le spese del contratto di vendita e le altre spese accessorie sono a carico dell’acquirente, a meno che le parti non abbiano pattuito diversamente nel contratto».
Nel caso specifico di Casteldelfino si trattava di cessione di una quota Gal del valore simbolico di soli due euro e, di conseguenza, le spese di rogito erano molto limitate, forse del valore di 1 o 2 mila euro. «Per cui c’è da ritenere – afferma Amorisco – che l’Unione, con il suo silenzio, ha dimostrato di non avere più soldi per assicurare un obbligo di legge. Povera Unione Montana, siamo proprio alla frutta».
Questo il motivo per cui il Comune di Casteldelfino è giunto alla decisione di cedere la propria quota del Gal alla Confartigianato di Cuneo che aveva espresso la dichiarazione di interesse, revocando la delibera di cessione all’Unione montana, preferita in un primo tempo.
«Per la cronaca – spiega Amorisco – martedì 27 gennaio è stato firmato davanti al notaio Grosso di Cuneo l’atto di cessione alla Confartigianato di Cuneo con spese notarili a carico dell’acquirente, con l’impegno del pagamento delle quote 2024 e 2025 di compartecipazione alle spese di gestione del Gal di 396,39 euro cadauna».
Cambio di rotta dunque del pagamento delle quote di gestione, che Casteldelfino non aveva accettato e che aveva costretto il Comune alla cessione della propria quota «anche perché – annota ancora il sindaco – in base allo statuto vigente all’epoca dell’adesione (2016), non erano previsti oneri di gestione a carico del bilancio comunale ed effettivamente per otto anni non c’era stata alcuna richiesta».
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