dibatitto sulla montagna

Montagna, Calderoli corregge in corsa. Revello e Saluzzo restano escluse

Nonostante le correzioni di Calderoli Revello e Saluzzo resano escluse

Montagna, Calderoli corregge in corsa. Revello e Saluzzo restano escluse

Con la nuova proposta del ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli, sulla classificazione dei Comuni montani, il Piemonte vede aumentare i numeri sia rispetto alla norma vigente (489 cui si aggiungono 16 parzialmente montani), sia rispetto alla proposta di dicembre 2025 (411), raggiungendo ora complessivamente quota 558.

La modifica, presentata la scorsa settimana in Commissione “Politiche della montagna”, garantisce una maggior salvaguardia per i centri dell’Appennino, compresi tra le province di Asti e Alessandria, e recupera una buona percentuale dei Comuni tuttora classificati come montani ma che erano rimasti esautorati dalla prima proposta di decreto attuativo. I parametri presi in considerazione per la revisione sono stati sostanzialmente due: la pendenza e l’altitudine.

Una questione che è stata (ed è ancora) oggetto di dibattito e di controversie politiche.

Sul tema è sceso in campo anche il consigliere regionale del Pd Mauro Calderoni. «La montagna vera è fatta di piccoli paesi, servizi difficili da garantire, spopolamento e strade complesse. Non può essere ridotta – ha sottolineato – ad una mera formula burocratica».

Malumori anche da parte dell’Uncem, l’associazione dei Comuni montani, che lamenta di non essere stata adeguatamente coinvolta.

«La bozza va nella direzione che, come Regione Piemonte, avevamo auspicato sin dal primo confronto con il ministro Calderoli, chiedendo che si abbassasse la quota di altitudine media – commenta l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo –: una proposta coerente con l’impianto della legge nazionale, ma capace di superare alcuni ostacoli che rischiavano di escludere Comuni che presentano caratteristiche oggettive di montanità, in particolare sui territori appenninici, con ricadute pesanti sulle comunità locali».

Tuttavia, è proprio sul concetto di montanità che la Regione invita ancora a una riflessione: nella nuova bozza ministeriale diventano montani 15 Comuni (per lo più in provincia di Cuneo) oggi riconosciuti di pianura (come Villafalletto), e 54 centri attualmente classificati di collina che, anche per le condizioni socio-economiche, presentano caratteristiche differenti rispetto alla difficoltà specifiche e precipue dei centri montani.  Il caso che maggiormente sta facendo discutere in ambito saluzzese è l’esclusione di Revello (altro servizio a pag. 24), decisione che ha suscitato le rimostranze del sindaco Paolo Motta e della sua amministrazione.

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