olimpiadi milano cortina 2026

Le Olimpiadi da protagonisti dei fratelli alpini di Cavour

Mauro e Anselmo Buttigliero con i volontari Ana nei siti di gara

Le Olimpiadi da protagonisti dei fratelli alpini di Cavour

Cappelli alpini tra le tribune e le piste, sorrisi discreti e una presenza costante a garantire sicurezza e supporto: così i fratelli Mauro e Anselmo Buttigliero di Cavour hanno vissuto in prima persona l’emozione olimpica delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, chiuse domenica, portando il loro contributo di volontariato con gli Alpini.

Mauro, assicuratore e presidente della sezione Ana di Pinerolo, e Anselmo, ispettore di Polizia locale di Cavour, avevano già vissuto un’esperienza simile durante le Olimpiadi di Torino 2006. Ma vent’anni dopo, con i Giochi che si sono svolti tra le Dolomiti e le strutture lombardo-venete, l’emozione è stata diversa: più consapevole, più intensa, e segnata da una grande responsabilità.

«Per i siti olimpici di Predazzo e Tesero eravamo circa cinquanta volontari Ana – racconta Anselmo -. Dormivo in caserma a Merano e ogni giorno raggiungevo i siti di Tesero per lo sci di fondo e Predazzo per il trampolino. È stato faticoso, con orari lunghi, ma incredibilmente gratificante».

Mauro, invece, era di servizio ad Anterselva, per le gare di biathlon, dormendo in caserma a Brunico. «Ci si spostava molto – racconta -, la responsabilità è grande, ma la possibilità di essere in un luogo magico, a contatto con l’eccellenza sportiva e umana, ripaga ogni sforzo».

Tra le righe dei loro racconti emerge anche una piccola curiosità, capace di avvicinare i Giochi alla vita quotidiana: «Vedere i cappelli alpini in giro tra le tribune e nelle strutture dedicate all’accoglienza ci ha fatto sorridere – racconta Mauro -. All’inizio sembrava tutto familiare, quasi come se fossimo a casa, e subito ci siamo accorti di quanto lo spirito di fraternità e di accoglienza fosse reale, percepibile ovunque».

Il lavoro dei fratelli Buttigliero ha spaziato dall’assistenza logistica alla sicurezza nei percorsi e nei pressi delle gare, passando per l’accoglienza degli spettatori, l’assistenza ai parcheggi, un impegno che li ha fatti sentire parte di qualcosa di grande.

«L’esperienza è stata dura, ma ogni giorno portava con sé momenti, e fotografie con pubblico, fans, sportivi, campioni olimpici, che resteranno per sempre – aggiunge Anselmo -. Sapere di essere testimoni e protagonisti di un evento storico dello sport italiano è un premio unico».

In un contesto in cui la competizione e l’eccellenza tecnica catturano i riflettori, i volontari Alpini come Mauro e Anselmo hanno reso possibile la magia dietro le quinte. La loro presenza discreta ma costante ha permesso ai Giochi di scorrere senza intoppi, ma soprattutto ha trasformato il servizio in un’esperienza di vita: un mix di fatica, orgoglio, emozione e senso di appartenenza.

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