Chi sta ristrutturando casa o valutando la sostituzione di finestre, porte e sistemi di chiusura se ne accorge subito: il mondo degli infissi cambia rapidamente.
Non si tratta solo di estetica, ma di comfort abitativo, isolamento, durata nel tempo e facilità di gestione quotidiana. Le scelte fatte oggi accompagnano la casa per molti anni, ed è proprio per questo che guardare alle tendenze infissi 2026 può aiutare a evitare errori e ripensamenti futuri.
Negli ultimi anni si è passati da un’attenzione quasi esclusiva al risparmio energetico a una visione più completa, che tiene insieme prestazioni, design, sostenibilità e praticità. Il 2026 conferma questa direzione, con soluzioni sempre più integrate e personalizzabili, pensate per adattarsi a contesti diversi: appartamenti in centro storico, case indipendenti, abitazioni in zone umide o vicino al mare, tipiche anche del Nord Italia.
Quando si parla di infissi, oggi, non ci si riferisce soltanto alla finestra in sé. Il concetto si è ampliato e comprende un sistema completo che coinvolge:
– finestre e portefinestre
– sistemi oscuranti (scuri, frangisole, persiane)
– schermature come zanzariere o tende tecniche
– porte finestre e altre chiusure speciali
– vetrate panoramiche e grandi superfici vetrate, sempre più richieste per collegare interno ed esterno.
Nel 2026 il valore sta sempre più nella coerenza del sistema, cioè nella capacità di far dialogare tra loro elementi diversi, sia dal punto di vista estetico sia funzionale. È una tendenza che emerge chiaramente anche nelle richieste di chi si rivolge alle aziende, dove sempre più spesso la domanda non è «che finestra compro?», ma «qual è la soluzione giusta per questa casa?».
Materiali sempre più ibridi e performanti
Si conferma una tendenza già avviata: la crescita dei materiali compositi e delle soluzioni ibride. Pvc, alluminio e legno non vengono più scelti in modo rigido, ma combinati per sfruttare i punti di forza di ciascuno.
Qualche esempio: il Pvc per chi cerca praticità e bassa manutenzione; alluminio per grandi superfici vetrate e linee moderne; legno all’interno, per un’estetica più calda, abbinato a protezioni esterne più resistenti.
Circa il design, va sempre più verso linee pulite e profili sempre meno invasivi. L’obiettivo è chiaro: far entrare più luce naturale possibile e alleggerire visivamente gli ambienti.
Rispetto a qualche anno fa diminuiscono gli infissi molto “importanti” a vista e aumentano le soluzioni con telaio ridotto. Cresce insomma l’attenzione all’equilibrio tra interno ed esterno.
Va però detto che non sempre queste soluzioni sono applicabili in modo diretto. In abitazioni storiche o in contesti vincolati, ad esempio, possono esserci limiti legati all’estetica originale dell’edificio o alle indicazioni comunali. In altri casi entrano in gioco vincoli strutturali, spessori murari importanti, dimensioni delle aperture esistenti o semplicemente la necessità di mantenere una certa coerenza con lo stile della casa.
Anche quando non è possibile adottare profili ultra sottili, ci si può comunque avvicinare a questa tendenza, scegliendo soluzioni più pulite, finiture meno invasive e proporzioni meglio equilibrate rispetto al passato. È spesso una questione di compromesso intelligente, più che di applicazione rigida della moda del momento..
Colore e finiture: addio al bianco standard
Se il bianco resta una scelta valida, nel 2026 non è più l’unica opzione. Crescono le richieste di colori più morbidi e meno “freddi”, capaci di integrarsi meglio con materiali e stili diversi. Tra le tendenze si affermano sempre più tonalità neutre calde grigi delicati e desaturati, finiture opache o leggermente materiche.
Per gli esterni, il colore dell’infisso viene sempre più spesso coordinato alla facciata, agli scuri o agli elementi architettonici, creando un insieme armonico. È un aspetto che emerge dove vincoli estetici, gusto locale e contesto urbano giocano un ruolo importante nelle scelte finali.
Questo e molto altro sulla Gazzetta in edicola e in digitale