Simona Ventura, Ligabue, Vasco Rossi, Roberta Bruzzone, Fabrizio Moro: l’elenco volendo potrebbe essere quasi infinito. Sono le celebrità del mondo della musica e dello spettacolo che negli anni i ragazzi della Santa Monica di Moretta hanno incontrato durante le “Giornate del sorriso” organizzate in primis dal presidente Raffaele De Santis.
Personaggio poliedrico, amato o contestato per i suoi modi diretti ed esuberanti, per l’attivismo politico e la candidatura anche a sindaco di Lombriasco e Moretta, si può dire tutto di De Santis tranne che non si sia impegnato nei confronti di famiglie in difficoltà e di giovani affetti da malattie spesso debilitanti.
L’associazione, Santa Monica, porta il nome di sua sorella: «Da quando mia sorella Monica è morta a causa della distrofia muscolare ho deciso di impegnarmi per aiutare tutte le persone che soffrono – spiega De Santis –. Tante volte non dormo la notte per capire a chi mi posso rivolgere per avere un aiuto. Spesso basta solo mettere in moto la macchina della solidarietà, poi i risultati arrivano».
Un’associazione nata grazie all’aiuto diretto dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che nel 2007 diede un contributo e permise all’associazione di nascere, essere registrata e a tutti gli effetti avere valenza giuridica.
«Se siamo qua è solo grazie al presidente Napolitano – ci tiene a sottolineare -, una persona che non solo ha dato il contributo e non è sparito ma anzi, nel 2014, ben 7 anni dopo è tornato ad aiutare la Santa Monica donando una serie di oggetti per un banchetto solidale». In quell’occasione infatti Giorgio Napolitano mise a disposizione una serie di oggetti, regali delle sue visite istituzionali, che vennero utilizzati per organizzare un banchetto di solidarietà e il cui ricavato è andato a Daniel, un ragazzo di Bricherasio.
«Diversi ragazzi – spiega De Santis mi hanno chiesto di raccontare come è nata l’associazione e quanto l’aiuto di Napolitano fu fondamentale, ma allo stesso tempo mi chiedono del nuovo Presidente della Repubblica per cui, grazie a voi della Gazzetta, vorrei lanciare un appello al presidente Mattarella: per dare anche un senso di continuità alla storia dell’associazione, per far vedere che le istituzioni sono vicine ai più deboli, nonostante i suoi mille impegni giornalieri, le chiediamo Presidente se ha possibilità di incontrarci al Quirinale». «Porteremo le nostre storie, i nostri sorrisi, i nostri abbracci… un piccolo gesto che potrebbe davvero fare la differenza per i “miei” ragazzi».