murale sul liceo di via donaudi

Quel murale è un racconto collettivo

Parlano i due writer autori dell’opera: 80 metri quadrati

Quel murale è un racconto collettivo

Non è soltanto un murale: è un racconto collettivo che prende forma su un muro di scuola. Al rientro dalle vacanze di Carnevale, gli studenti del liceo Bodoni hanno trovato ad accoglierli un’opera di 80 metri quadrati, comparsa su una delle pareti che si affacciano nel cortile interno della sede di via Donaudi a Saluzzo. Un intervento che cambia il volto dello spazio e, insieme, il modo di viverlo.

L’opera nasce all’interno del progetto “Educare nel bello”, sviluppato dopo il bando della Fondazione Crc “Ri-generare la bellezza”, che ha permesso all’istituto di avviare una riqualificazione complessiva del cortile: verde, nuove essenze e un’aula all’aperto pensata per la didattica e la socialità. Il murale è la scenografia, segno visibile di questo percorso.

A guidarne l’ideazione sono stati i docenti Serena Buzzi e Andrea Delpiano, coinvolgendo gli studenti in un contest di idee, suggestioni, immagini e parole legate all’identità della scuola, rielaborate poi in chiave artistica.

A tradurre il progetto in opera d’arte sono stati gli artisti del collettivo SketchMate Emanuele Mannisi (Orma il Viandante) e Pierluigi Puppato (Mr Deep). Hanno lavorato senza sosta, da venerdì a martedì, sfruttando la sospensione delle lezioni per trasformare il progetto in una sorpresa.

«Con gli studenti – racconta Mannisi – avevamo immaginato il cortile e raccolto spunti legati alla comunicazione dell’istituto, insieme abbiamo reso l’immagine più artistica, con una nostra impronta».

Il risultato è una composizione che raffigura le quattro “anime” del liceo attraverso animali antropomorfi, ispirati alla fauna locale. I colori richiamano quelli dei diversi indirizzi scolastici (il gufo per il Classico, il cervo per lo Sportivo, l’airone per Scienze Applicate e la lepre per lo Scientifico); sullo sfondo, i caratteri bodoniani costruiscono la scritta “Bodoni” secondo un ordine grafico studiato da Puppato, più orientato alla progettazione visiva. «Per me – spiega – è stato come tornare alle origini: ho iniziato nel ’95 come writer, e lavorare con un carattere classico come il Bodoni è stata una sfida affascinante».

Non solo estetica: anche la tecnica è coerente con l’idea educativa del progetto. Vernici a base d’acqua, bombolette solo nelle fasi finali, e una storia costruita passo dopo passo insieme a studenti e insegnanti. «L’arte a scuola è educazione al bello – sottolinea Mannisi –. Ti fa sentire quel luogo come tuo, e sono convinto che quest’opera aiuterà gli studenti a definire casa la loro scuola».

In primavera arriverà l’inaugurazione ufficiale, con l’installazione di una tribuna in legno per lezioni all’aperto, incontri ed esibizioni. I due writers, che saranno presenti, lasceranno la loro firma sull’opera.

«Si tratta di un progetto che guarda oltre l’estetica – sottolinea il dirigente scolastico Davide Laratore – e fa dello spazio stesso uno strumento educativo».

La collaborazione del liceo con SketchMate potrebbe non esaurirsi con questa iniziativa. Ci sono altre due pareti grige che attendono di essere rivitalizzate.

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