Dall’inizio di marzo la raccolta e lo smaltimento sono affidati alla società Aprica, che subentra a Iren San Germano dopo aver vinto la gara d’appalto promossa dal Consorzio Servizi Ecologia e Ambiente (Csea). L’affidamento avrà una durata di otto anni.
La nuova società fa parte del gruppo A2A, uno dei principali operatori italiani nel settore dell’energia e dei servizi ambientali, recentemente partner dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. I dettagli del nuovo servizio sono stati illustrati durante l’ultimo consiglio comunale, quando il consigliere di opposizione Giovanni Damiano ha interrogato il sindaco Franco Demaria sugli effetti del nuovo appalto per i cittadini.
Il primo dato riguarda i costi. «Il canone annuo passerà da 1 milione e 712 mila euro del 2025 a circa 1 milione e 931 mila euro – ha spiegato il sindaco – con un aumento di circa il 12%. Un incremento che si registra nonostante Aprica abbia presentato un ribasso d’asta superiore al 10% rispetto alla base di gara. Si tratta comunque – ha precisato il primo cittadino – di cifre ancora indicative: i costi effettivi dipenderanno dalle spese di smaltimento, raccolta, spazzamento e dalle altre voci operative che saranno contabilizzate nel corso del servizio».
Sul fronte dello smaltimento sono già emersi alcuni primi segnali positivi. Tramite Csea è stata infatti ottenuta una riduzione del costo per l’indifferenziato, che passerà da 150 a 137 euro a tonnellata. Se la quantità di rifiuto residuo resterà simile a quella del 2025, questo potrebbe tradursi in un risparmio di circa 35 mila euro.
L’amministrazione sta inoltre valutando l’introduzione di un canone annuale per il ritiro di verde e sfalci, servizio oggi molto diffuso in città. A Saluzzo sono infatti circa mille i cassonetti dedicati al verde assegnati ad altrettante famiglie. Con una quota di 50 euro all’anno (come avviene già in molti altri Comuni) il Comune potrebbe recuperare circa 50 mila euro, contribuendo a contenere i costi complessivi del sistema.
Un altro punto su cui il sindaco ha posto l’accento è la raccolta differenziata. «Maggiore sarà la qualità e la percentuale di differenziata, più alta sarà la cifra che riceveremo dal Conai – ha spiegato Demaria – e questo contribuirà ulteriormente ad abbassare i costi complessivi del servizio».
Con la nuova gestione potrebbero arrivare anche alcune modifiche operative. Tra le ipotesi allo studio c’è il passaggio a un solo ritiro settimanale per il rifiuto indifferenziato (Rsu), contro i due attuali. Una novità che richiederà un ulteriore sforzo ai cittadini sul fronte della separazione dei materiali.
Parallelamente aumenteranno i controlli. Il sistema di distribuzione dei sacchetti tramite gli appositi distributori automatici prevede infatti sacchi dotati di codice identificativo, associato all’utenza che ritira il rotolo. In questo modo sarà possibile tracciare più facilmente eventuali conferimenti scorretti. Inoltre saranno introdotti operatori ambientali incaricati di verificare il corretto smaltimento dei rifiuti e di segnalare eventuali criticità sul territorio.
Esperienze simili sono già state avviate in altri centri del territorio, come Savigliano, dove da alcune settimane è attiva anche la figura dell’operatore ambientale volontario, impegnato nel monitoraggio della pulizia e dei conferimenti nelle aree pubbliche.
Nonostante gli aumenti possibili, il sindaco ha ricordato come i costi del servizio rifiuti a Saluzzo restino tra i più contenuti della regione. Secondo i dati del consorzio Csea, infatti, il risparmio medio pro capite rispetto ad altri territori piemontesi si aggira attorno ai 50 euro all’anno.
Soddisfazione, pur con alcune riserve, è stata espressa dal consigliere Damiano, che ha accolto positivamente le novità illustrate in consiglio. L’auspicio, ha sottolineato, è che «anche di fronte alle possibili difficoltà, il nuovo sistema possa portare a un miglioramento del servizio, rafforzando i controlli e premiando i cittadini che differenziano correttamente».