rifiuti a manta

Manta, paga solo chi usa i cassonetti

Nuovo sistema per la raccolta porta a porta del verde: 65 euro a contenitore. Duecento le adesioni

Manta, paga solo chi usa i cassonetti

Entrano in vigore le nuove tariffe del Consorzio rifiuti e Manta sceglie di inserire nel servizio porta-a-porta anche lo smaltimento del verde, così come fatto da numerosi comuni limitrofi.

Questo rappresenta da un lato un fatto di equità, perché a pagare la raccolta saranno solo i nuclei familiari che effettivamente fruiscono dell’attività degli operatori Csea per la rimozione di ramaglie, erbe e vegetali. Ingenera però un “costo fisso” per i possessori (o richiedenti) del cassonetto per il verde, che in una comunicazione inviata nelle case dei cittadini la giunta comunale ha stimato in 65 euro all’anno per ciascun cassonetto. Una cifra decisamente superiore a quanto richiesto a Verzuolo (finora è stato 35 euro), ma anche inferiore ad altre cittadine della zona come Busca, dove ogni cassonetto costa 85 euro.Questo balzello si aggiunge ai costi per la Tari, ancora non prevedibili: «Una volta approvato il Piano economico finanziario, che terrà conto delle esigenze del consorzio per i servizi resi sul territorio mantese, capiremo come si rimodulerà la tariffa per i cittadini» dice il sindaco Ivana Casale.

L’assessore all’Ambiente Nicola Falco spiega la ragione di questa decisione.

Cosa vi ha spinto a cambiare sistema?

«Non abbiamo ritenuto corretto far pagare a tutti il nuovo servizio per la raccolta differenziata del verde poiché, a differenza di come avviene attualmente con il porta-a-porta, il cittadino ha la libertà di scegliere in base alle proprie esigenze. Per molti residenti in condominio, per esempio, era un costo da condividere con i possessori di orti e giardini. L’operatore ecologico farà tappa solo di fronte alle case che hanno fatto esplicita richiesta, disponendo dell’apposito contenitore».

Quindi vi aspettate una riduzione della Tari per una parte dei cittadini?

«E’ auspicabile una diminuzione della Tari per chi non usufruirà della raccolta verde porta-a-porta ma si potrà verificare e calcolare solo una volta instradato il nuovo metodo. Tutto dipende dal Piano finanziario che diramerà il consorzio».

Il cambio di sistema è stato impegnativo?

«Parzialmente, ma abbiamo dimostrato di essere una bella squadra. Tanti volontari hanno dato una mano per la distribuzione capillare dei moduli con allegata lettera in tutte le cassette delle poste mantesi, contribuendo a un risparmio economico per le casse comunali».

Quante adesioni avete raccolto finora?

«Dopo una prima fase di assestamento per il cambio della modalità, parecchi cittadini hanno aderito: siamo a 200 residenti, alcuni con più cassoni. In linea con le previsioni dello Csea».

C’è una scadenza per fare domanda?

«E’ scaduta a fine febbraio, ma per venire incontro alle esigenze dei mantesi abbiamo pensato di prevedere una proroga: sarà ancora possibile aderire per tutto il mese di marzo».

Se un cittadino una tantum avesse da smaltire del verde o una pianta anche senza cassonetto come può fare?

«Indipendentemente dal cassonetto, ogni mantese pagherà la Tari: questo dà libero accesso all’isola ecologica, dove, con il codice fiscale, ciascuno può smaltire il materiale previsto dalla normativa. Altro discorso per i professionisti del verde, che conferiscono gli scarti dell’attività in discariche adibite, con altri costi».

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