Domenica 22 e lunedì 23 marzo i seggi elettorali saranno aperti per il voto referendario.
La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati in Italia, annunciata nel 2022 e inserita nel programma elettorale dell’attuale coalizione di governo, ha avuto un lungo percorso di gestazione.
Ora, con il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, si avvia alle fasi conclusive, che ne determineranno l’entrata in vigore o meno. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste la consultazione popolare e su quali temi gli italiani sono chiamati a esprimere il loro voto.
Si tratta di un referendum confermativo (o costituzionale), ossia uno strumento di democrazia diretta che consente ai cittadini di pronunciarsi sull’approvazione di una legge costituzionale o di revisione costituzionale, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. La legge entra in vigore solo se confermata dal voto popolare.
QUANDO SI VOTALe urne saranno aperte domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo. Domenica i seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23, mentre lunedì dalle 7 alle 15. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede.Il referendum confermativo non richiede un quorum di partecipazione per essere valido: basta la maggioranza dei voti espressi.
Per votare, il cittadino dovrà presentarsi al seggio di riferimento munito di tessera elettorale e documento di identità.
PER COSA SI VOTA
Il quesito presente sulla scheda chiede agli elettori di approvare o respingere la legge costituzionale che interviene sull’assetto della magistratura.
Si presenterà in questa forma: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”
La riforma coinvolge sette articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) e prevede, in estrema sintesi, la separazione delle carriere, la creazione dei due Consigli superiori della magistratura e della nuova Alta Corte disciplinare.