Risparmio di tempo, risparmio economico e sostenibilità sono i principali vantaggi di un giardino a bassa manutenzione.
Da ricordare che un giardino così pensato e progettato non è un giardino statico: le piante crescono e si sviluppano e, sebbene richiedano potature meno frequenti rispetto a un giardino tradizionale, alcune cure saranno sempre necessarie. La manutenzione si concentra sulle attività essenziali, e con le giuste scelte è possibile ridurre al minimo lavori come il taglio dell’erba e la potatura delle piante.
Come si suol dire: la pianta giusta nel posto giusto. Chi si muove in questa logica, dovrà quindi optare per piante perenni, arbusti autoctoni e ben naturalizzati, essenze resistenti alla siccità e alle avversità climatiche.
Piante ben scelte richiedono meno risorse, specialmente in termini di acqua, portando a un risparmio economico su irrigazione, concimazioni, trattamenti fitosanitari e potature speciali.
È inoltre importante prevedere il giusto numero di piante: piantarle troppo vicine può portare a uno sviluppo disarmonico e ridurre l’aerazione, favorendo patologie.
Anche il prato può essere scelto e gestito in questa ottica, in alternative all’impegnativo prato all’inglese, risparmiando così sull’acqua e il numero di tagli. In base alle condizioni locali Gramigna e Zoisia tenulifolia, Lippia nodiflora, Verbena hybrida e Franchetia leavis offrono un buon tappeto con macchie di colore mantenendo al minimo gli interventi di cura.