A un anno esatto dall’interrogazione sull’Ala di ferro di piazza Cavour, con la quale si chiedeva un impegno dell’amministrazione a fronte di un evidente degrado della struttura, le minoranze tornano all’attacco.
Lo fanno con una formale diffida al sindaco, chiedendogli di adempiere urgentemente agli obblighi a tutela del bene e che la legge gli impone.
Anche la Sovrintendenza alle Belle arti è stata per questo coinvolta.
«Da tempo – spiegano i consiglieri Capitini, Conte, Damiano, Daniele, Giordana e Sanzonio – sono state segnalate diffuse criticità, con infiltrazioni d’acqua, deterioramento della copertura e sembrerebbe della struttura, con quadri elettrici esposti e parte vetrata parzialmente assente o rotta».
Dopo dodici mesi senza aver ricevuto riscontri, con un degrado che sembrerebbe aggravarsi di giorno in giorno, le minoranze non ci stanno e denunciano la situazione.
«Non saremo complici dell’inerzia di questa amministrazione – affermano i sei consiglieri -. Di fronte al pericolo di deterioramento irreparabile di un bene prezioso, amato dai saluzzesi come luogo di mercato, ma anche di festa e socialità risalente alla seconda metà dell’ ‘800, diciamo basta: pretendiamo atti concreti e non più rinviabili. Vogliamo davvero perdere – si chiedono retoricamente gli esponenti dell’opposizione – questo bene storico, patrimonio di tutta la comunità?»
Il Codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004) sembrerebbe molto chiaro nell’evidenziare le responsabilità di chi abbia in carico un bene monumentale e lo trascuri. Se non lo facesse il Comune potrebbe subentrare addirittura la Sovrintendenza, con la conseguente possibile individuazione di responsabilità non solo erariali, ma anche più gravi in capo al sindaco.
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