Il vescovo Cristiano Bodo ha abituato i saluzzesi, fin dal suo arrivo, a novità e piccole rivoluzioni. Dalla riorganizzazione pastorale con le case di fraternità ai cantieri aperti in Duomo e nelle chiese, fino a un approccio sempre più diretto alle iniziative, il suo stile non è mai passato inosservato.
Da sempre attento ai linguaggi contemporanei, e presenza attiva sui social, negli ultimi mesi ha scelto di spingersi oltre, esplorando anche le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale per dialogare con i più giovani. È nata così “5.0 in dIalogo con Dio”, una serie di brevi riflessioni pubblicate su Instagram, pensate per avvicinare ragazzi e ragazze ai temi della fede utilizzando strumenti e codici a loro familiari.
A colpire, più di tutto, è stata la scelta di metterci letteralmente la faccia… in versione digitale: un avatar del vescovo trasformato in cartone animato, inserito nello scenario di Saluzzo, capace di parlare ai giovani con un linguaggio nuovo. Un’idea nata quasi per caso, come racconta lo stesso Bodo, durante un incontro con i ragazzi della pastorale giovanile, da una proposta legata proprio all’uso dell’Ai.
La novità non è sfuggita alla comunità locale, né ai suoi concittadini vercellesi, tanto da finire anche sulle pagine della Stampa della sua città d’origine. Il messaggio, però, resta chiaro: la tecnologia non è un pericolo, ma uno strumento. «Tutte le scoperte scientifiche sono positive: è come le utilizzi che fa la differenza», sottolinea il vescovo.
E se i numeri dei video possono oscillare, l’esperienza ha già lasciato un segno: non solo nei contenuti diffusi, ma soprattutto nelle relazioni nate. «Perché, anche dietro uno schermo, o un avatar – conclude Bodo – ciò che conta davvero resta l’incontro».
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