Un’esperienza definita dai visitatori «trascendentale», «mistica», «magica». Si apre con un un successo oltre ogni aspettativa la stagione dell’Abbazia di Staffarda. Sono stati, infatti, settanta i partecipanti a “Lux Continua”, evento-celebrazione del risveglio della primavera organizzato in occasione dell’equinozio sabato mattina.
La prima edizione di questa particolare visita tematica ha alternato alla scoperta del monumento cistercense approfondimenti di astronomia, simbologia (della luce in primis, fil rouge dell’iniziativa) e musica. Particolarmente immersivo per partecipanti si è rivelato il suono della cornamusa, suonata da Luca Midulla, che ha creato un coinvolgente ponte tra la terra (di cui lo strumento è evidente richiamo) e cielo (rappresentato dalla luce e dal contesto di fede). Ad aggiungere un tocco di sorpresa, i suggestivi i giochi creati tra note e raggi del sole nella chiesa del vecchio borgo rurale, sempre più punto di riferimento, con le sue oltre 20 mila visite annuali, del turismo saluzzese.
Tanti gli appuntamenti di primavera nel calendario di Staffarda. Ogni prima domenica del mese riprendono le visite guidate che permettono di vedere da vicino la pala d’altare di Pascale Oddone del 1535 (occasione per ammirare anche le decorazioni pittoriche posteriori, escluse dal tour tradizionale).
Il 12 aprile riprendono le visite speciali ai dormitori dei monaci: due turni, alle 11 e alle 15 ogni seconda domenica del mese.
Con aprile, il 19, torna anche “Disegniamo l’arte” in collaborazione con Abbonamento Musei: un evento interattivo che permette ai piccoli di vivere l’esperienza della visita, tra matite e colori. Il tema di riferimento di questa edizione 2026 è il ritorno dei pipistrelli, di cui l’abbazia ospita una colonia.
Da maggio si avvierà anche un calendario standard con iniziative per i più piccoli, con vari appuntamenti che toccheranno anche i temi della scrittura, delle miniature e della rilegatura dei libri.
Osserva la responsabile dell’Abbazia Valentina Strocco di Dialogart: «Piccoli cantieri di intervento e di restauro conservativo da parte della fondazione Ordine Mauriziano, titolare del bene, proseguono, a sottolineare la volontà di continuare ad investire sull’abbazia di Staffarda, considerata un’attrattiva culturale, che unisce le due province, Cuneo e Torino, e fa da traino, come era in passato sul fronte economico e sociale, per il territorio circostante Con gli eventi, poi, cerchiamo di intercettare un nuovo pubblico, in particolare quello delle famiglie. Le premesse per una primavera di grandi numeri ci sono tutte».
Info e prenotazioni: 011-6200602.
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