lotta la meteo sotto zero

Le lunghe notti delle battaglie “antigelo”

Nei frutteti attivati tutti i sistemi di difesa, lumini compresi

Le lunghe notti delle battaglie “antigelo”

Nelle notti più fredde di inizio primavera, quando la temperatura scende improvvisamente avvicinandosi allo zero, le campagne del Saluzzese si illuminano di piccoli fuochi. Non è una tradizione folkloristica, ma una pratica agricola antica e ancora oggi utilizzata: accendere piccoli bracieri tra i filari dei frutteti per difendere gemme e fiori dal gelo.

Il fenomeno si ripete soprattutto tra marzo e aprile, quando le piante sono già in fase vegetativa e particolarmente vulnerabili. Bastano poche ore di temperature negative per compromettere un intero raccolto.

In alcune annate, nel Cuneese, le gelate tardive hanno provocato perdite fino al 70-90% per alcune colture, costringendo gli agricoltori a correre ai ripari con ogni mezzo disponibile.

È proprio in queste situazioni estreme che, accanto alle tecnologie moderne dei vari modelli di “ventoloni”, riemerge il metodo più antico: il fuoco. Disposti lungo i filari, i punti di calore contribuiscono ad alzare di pochi gradi la temperatura dell’aria attorno alle piante, quel tanto che basta per evitare il congelamento dei tessuti vegetali. Quando l’acqua nelle cellule ghiaccia, infatti, provoca danni irreversibili ai fiori.

Nel Saluzzese, storicamente, il gelo colpisce le coltivazioni situate alle quote altimetriche più basse. In questa fase risultano particolarmente sensibili le colture del kiwi, di cui è appena iniziato il germogliamento, e di albicocco, pesco e susino, che si trovano in una fase di post fioritura. Risultano invece più resistenti melo, pero e mirtillo, che sono in una fase fenologica meno delicata.

A Lagnasco la scorsa settimana, dopo le giornate di vento che hanno portato cieli sereni, questa pratica si affianca a sistemi più evoluti come irrigazione antibrina.

Le immagini notturne dei frutteti illuminati sono suggestive e drammatiche al tempo stesso. Il brusco calo delle temperature ha costretto gli agricoltori ad accendere i sistemi antigelo per diverse notti, fin dalla prima serata.

Questo e molto altro sulla Gazzetta in edicola e in digitale