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Rucas, fondi neve per tapis e solarium

In Consiglio approvato anche il finanziamento per piazza San Pietro

Rucas, fondi neve per tapis e solarium

Con l’ultima variazione al bilancio di previsione finanziaria 2026-2028, approvata dal Consiglio comunale di Bagnolo il 25 marzo, sono state trasferite sul nuovo esercizio alcune somme non utilizzate nel 2025.

Si tratta, in particolare, di circa 120 mila euro di fondi Fesr destinati al rifacimento di piazza San Pietro, 45 mila euro di fondi pascoli.

FONDI PER RUCAS

Entrano a bilancio, inoltre, 24 mila euro per l’innevamento e una serie di risorse regionali del cosiddetto “bando neve”, finalizzate all’implementazione e alla diversificazione del comprensorio sciistico Rucaski. Gli interventi previsti comprendono la sostituzione di uno dei due tapis roulant (quello con più anni), la realizzazione di una copertura per entrambi i tapis, la creazione di un’infermeria, di un locale magazzino, di servizi igienici e di un terrazzo/solarium di fronte allo Snow Bar, a servizio della clientela che frequenta la località sciistica.

Nel corso della seduta è stata inoltre ratificata una variazione risalente a febbraio: l’applicazione di una quota di avanzo accantonato pari a 75 mila euro, destinata in gran parte ad adeguamenti contrattuali, e il recepimento di fondi Pnrr per 32 mila euro.

BAGNOLO CON CONDIRETTI

L’amministrazione ha anche accolto l’ordine del giorno proposto da Coldiretti per la revisione dell’attuale disciplina europea sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, ritenuta inadeguata. La normativa, infatti, consente oggi di etichettare come “Made in Italy” anche prodotti che abbiano subito soltanto l’ultima fase di lavorazione nel Paese.

AGGIORNAMENTO SU IPAB

Durante la seduta, il sindaco di Bagnolo, Roberto Baldi, ha inoltre aggiornato sulla situazione della casa di riposo Ipab, passata alla gestione della cooperativa Quadrifoglio di Pinerolo.

«Il commissario – ha dichiarato Baldi – sta predisponendo la richiesta per il passaggio a Fondazione dell’ente e l’eventuale piano di rientro per la quota di debito residua, stabilita in circa 500 mila euro dalla sentenza del Tribunale di Torino dello scorso dicembre. Una cifra che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe aumentare di 180 mila euro qualora venisse accolto il ricorso della ditta Kcs».

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