pietra d'inciampo a saluzzo

Pietra d’inciampo a Saluzzo per Bonatesta

Voluta dalla famiglia nel ricordo del padre e nonno internato nei campi di lavoro in Germania

Pietra d’inciampo a Saluzzo per Bonatesta

La targa in ottone è larga appena una decina di centimetri, e riporta con caratteri semplici pochi dati: un nome, una data, una motivazione. Quanto basta però per invitare a ricordare e aprire un libro di ricordi.

Giovedì 16 aprile, alle 11, a Saluzzo, verrà posata una nuova pietra d’inciampo in corso Roma 20, davanti al cancello della casa in cui visse. La Stolperstein sarà dedicata a Giuseppe “Pippi” Bonatesta, avvocato saluzzese e internato civile italiano deportato in Germania dopo l’8 settembre 1943.

La piccola pietra d’ottone, incastonata nel selciato, restituisce alla città un frammento di memoria nel luogo stesso in cui Bonatesta abitò fino alla fine della sua lunga vita. Un gesto simbolico che trasforma lo spazio quotidiano in un luogo di ricordo e consapevolezza.

Nato nel 1924 a Taviano, in provincia di Lecce, Bonatesta era arrivato a Saluzzo nel 1943 per accompagnare la sorella, rimasta sola con un bambino piccolo mentre il marito, finanziere, era al fronte. Dopo l’8 settembre, impossibilitato a rientrare in Puglia e iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, per mantenersi agli studi aveva lavorato alla Todt in località Grangia, dove le truppe tedesche stavano predisponendo un campo di aviazione.

Alla fine di luglio 1944, durante un rastrellamento, venne catturato dai comandi militari tedeschi e deportato nel campo di concentramento di Kirchmöser am Havel, nel Brandeburgo, in quanto non aveva aderito alla chiamata alle armi della Repubblica sociale italiana. Il campo era destinato al lavoro forzato, in particolare alla produzione di componenti per carri armati, e ospitava numerosi internati militari e civili.

Nell’ottobre 1944 venne temporaneamente trasferito a Bocholt, al confine con i Paesi Bassi, per poi rientrare a Kirchmöser fino alla liberazione da parte delle forze alleate anglo-americane nel maggio 1945.

Dopo la sua morte, avvenuta nel gennaio 2024 a pochi giorni dal centesimo compleanno, la famiglia ha scelto di avviare il percorso per la posa della Stolperstein, commissionata all’artista tedesco Gunter Demnig. Il progetto, avviato nel 1993, ha superato le 100 mila pietre in tutta Europa e restituisce nomi e storie alle vittime del nazismo.

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