Potrebbe trattarsi di una bomba da mortaio risalente alla Seconda Guerra Mondiale, ma il condizionale resta d’obbligo. Sarà infatti necessario il sopralluogo degli artificieri per accertare la natura dell’oggetto metallico rinvenuto nei giorni scorsi alle spalle del castello di Cardè.
Il ritrovamento è stato del tutto casuale: alcuni giovani, armati di metal detector e spinti da curiosità e spirito di avventura, stavano perlustrando il terreno alla ricerca di monete o piccoli reperti metallici quando si sono imbattuti in quello che, a prima vista, somiglia a una bottiglia di metallo con una protuberanza su uno dei due lati.
L’oggetto, grande appunto quanto una bottiglia, si trovava a pochi centimetri sotto terra, lungo il tracciato del sentiero delle Ochette, a poche decine di metri dal ponte sul Po.
Si tratta di un’area molto frequentata, calpestata ogni anno da migliaia di persone, utilizzata anche in occasione di recenti rievocazioni storiche e interessata, negli anni scorsi, da interventi di manutenzione dopo il taglio dei pioppi e la successiva messa a dimora di nuovi alberi.
Una volta rinvenuto il manufatto, sono stati immediatamente allertati il sindaco e le forze dell’ordine. I carabinieri hanno disposto la transennatura dell’area e la vigilanza costante, impedendo l’accesso in attesa degli accertamenti.
Nei prossimi giorni è atteso l’intervento degli artificieri. Una prima ipotesi è che possa trattarsi di un ordigno da mortaio risalente al secondo conflitto mondiale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il ponte sul Po fu infatti oggetto di alcune azioni militari e minato a scopo difensivo, ma appare poco probabile che l’oggetto rinvenuto sia direttamente collegato a quegli eventi.
In via precauzionale, e con apposita ordinanza, sindaco e carabinieri ribadiscono l’assoluta pericolosità di avvicinarsi all’area fino a nuovo ordine.
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