contenzioso a moretta

La vittoria del Comune di Moretta nel contenzioso su piazza Europa

La vittoria del Comune di Moretta

La vittoria del Comune di Moretta nel contenzioso su piazza Europa

Il Comune di Moretta vince davanti al Consiglio di Stato e chiude definitivamente il lungo contenzioso con la ditta Vema (già Fravema). La sentenza, pronunciata il 27 aprile e ufficializzata il giorno successivo, ribalta l’esito del primo grado e mette fine a una vicenda che per anni ha pesato sui conti dell’ente.

La controversia riguardava la convenzione urbanistica legata alla riqualificazione dell’area di Villa Salina e alla realizzazione dell’attuale piazza Europa. In primo grado, nell’aprile 2024, il Tar Piemonte aveva condannato il Comune a versare circa 287 mila euro più interessi, a fronte di una richiesta complessiva superiore ai 350 mila euro avanzata dalla società.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Gianni Gatti durante il consiglio comunale: «Avevamo in sospeso questa sentenza e finalmente è arrivata: abbiamo vinto. Nulla è dovuto alla ditta». Il primo cittadino ha parlato di «grande successo» per l’amministrazione, sottolineando come si trattasse di un contenzioso ereditato dal passato, affrontato «con coraggio e costanza» insieme al legale incaricato.

La decisione ha anche un impatto immediato sul bilancio comunale. L’ente aveva infatti accantonato 160 mila euro per far fronte a un eventuale esborso, cifra ora liberata e destinabile ad altri interventi per la comunità. «Possiamo restituire margini di programmazione e investimento al territorio», ha evidenziato Gatti, ringraziando uffici, segretario comunale e consulenti per il lavoro svolto.

La vicenda affonda le radici nel 2003, quando venne approvato il Piano esecutivo convenzionato per l’intervento edilizio di Villa Salina, che prevedeva la costruzione di due fabbricati, autorimesse interrate, parcheggi pubblici e una nuova piazza di collegamento con il centro storico. In virtù di una clausola della convenzione, il Comune si era impegnato a realizzare direttamente la piazza, a fronte del versamento da parte del privato di 287 mila euro, corrisposti nel 2009.

Negli anni successivi furono predisposti diversi progetti, anche con il coinvolgimento dell’Università di Torino, ma l’opera non venne mai realizzata secondo il disegno originario. Tra il 2013 e il 2016 furono eseguiti interventi parziali per rendere l’area fruibile, con un investimento quantificato in circa 100 mila euro e culminati nell’inaugurazione di piazza Europa.

Da qui il ricorso della Vema al Tar nel 2017, con la richiesta di risoluzione della convenzione per inadempimento e la restituzione delle somme versate. Ora il pronunciamento del Consiglio di Stato ribalta quell’esito, chiudendo la partita e restituendo certezza ai conti del Comune.