novità in diocesi

Il vescovo e i “custodi” delle chiese

Una convenzione con le associazioni e una nuova figura in parrocchia

Il vescovo e i “custodi” delle chiese
Fede e spettacolo possono sembrare mondi lontani, ma a Saluzzo si lavora per trasformarli in ambiti complementari, capaci di dialogare e rafforzarsi a vicenda sul terreno della promozione culturale. È questo il senso dell’incontro che si è svolto nel salone del Palazzo dei Vescovi, sede del museo diocesano, dove il vescovo Cristiano Bodo ha riunito i rappresentanti delle principali realtà culturali e turistiche del territorio.
CULTURA E FEDE
Attorno al tavolo, tra gli altri, le fondazioni Bertoni e Apm, l’ufficio turistico del Comune, il Fai e numerose associazioni attive nell’organizzazione di eventi, mostre e iniziative. Obiettivo: gettare le basi per una convenzione triennale tra diocesi e soggetti civili, in grado di strutturare una collaborazione già esistente ma finora sviluppata in modo episodico.«Viviamo mondi diversi – ha sottolineato il vescovo – pur essendo nella stessa città, ma la collaborazione è sempre una risorsa». Da qui la volontà di costruire un quadro condiviso che valorizzi anche le chiese cittadine non solo come luoghi di culto, ma come spazi di interesse storico, artistico e culturale.

Negli ultimi anni, ha ricordato Bodo, si è assistito a una rinnovata attenzione verso il patrimonio locale. «Sembrava che biblioteche, chiese e storia fossero passate di moda, invece oggi registriamo un aumento delle presenze turistiche e un interesse crescente. Molti eventi vengono ospitati in luoghi come la cattedrale, San Giovanni o Maria Ausiliatrice: come diocesi vogliamo accompagnare questo processo in modo più strutturato, evitando contrapposizioni e puntando sulla complementarità».

La bozza di convenzione, già consegnata ai partecipanti e ora oggetto di confronto, prevede tra l’altro una programmazione coordinata delle attività, con la condivisione dei calendari con gli uffici diocesani competenti. Non un sistema di vincoli, ma un insieme di linee guida per armonizzare iniziative culturali e vita liturgica. L’obiettivo è arrivare a una versione definitiva entro fine mese, da presentare a Roma in occasione dell’incontro della Conferenza episcopale italiana.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Franco Demaria, che ha ribadito l’importanza di fare rete per rafforzare l’attrattività della città.

NUOVA ORGANIZZAZIONE

Accanto al tema della collaborazione culturale, il vescovo ha però aperto anche una riflessione più strutturale, legata all’organizzazione della vita parrocchiale. La crescente carenza di sacerdoti, infatti, sta modificando profondamente la gestione delle comunità, con parroci chiamati sempre più spesso a seguire più parrocchie contemporaneamente.In questo contesto, Bodo ha annunciato di stare valutando l’introduzione di una nuova figura: quella dei “custodi” delle chiese. Non semplici sacrestani, ma laici con un ruolo più ampio e definito, in grado di affiancare il parroco nella gestione quotidiana della parrocchia.

Si tratterebbe di persone incaricate di garantire un presidio costante, occupandosi dell’ufficio parrocchiale, del funzionamento ordinario della chiesa e dell’accoglienza dei fedeli. Un punto di riferimento stabile per la comunità, soprattutto nei momenti in cui il parroco è impegnato altrove.

L’idea si inserisce in un processo più ampio di riorganizzazione, che punta a mantenere viva la presenza della Chiesa sul territorio nonostante la diminuzione del numero di sacerdoti, valorizzando al contempo il ruolo dei laici. Una prospettiva che potrebbe trovare spazio anche nel percorso di confronto avviato a livello nazionale.