C’è stato un momento, entrando nell’ex cappella della Castiglia, in cui il silenzio ha preso il posto delle parole. Poi gli occhi si sono abituati al buio e, all’improvviso, dalla grande tela è emersa una figura illuminata, quasi viva. È iniziato così, venerdì pomeriggio, il primo incontro del pubblico con “La Fiera di Saluzzo”, la monumentale opera di Carlo Pittara che, dopo oltre un secolo trascorso lontano dalla città, ha finalmente trovato una casa stabile proprio a Saluzzo.
L’inaugurazione della nuova esposizione permanente, inserita nel programma di Start e seguita dal taglio del nastro della Mostra nazionale dell’Antiquariato, ha richiamato tantissimi visitatori. E la stessa impressione si è ripetuta per tutto il fine settimana: curiosità, stupore, meraviglia davanti a una tela enorme (oltre 32 metri quadrati) ma soprattutto davanti a un allestimento immersivo capace di trasformare la visita in un’esperienza narrativa.
INSEGUITO PER 20 ANNIIl percorso che ha portato il Pittara alla Castiglia è però lungo più di vent’anni. Il primo a immaginare il ritorno dell’opera a Saluzzo fu l’allora sindaco Paolo Allemano, quando il dipinto era ancora custodito nei depositi della Gam di Torino. L’idea iniziale era quella di collocarlo nel refettorio di San Giovanni, mentre l’ex convento si preparava alla trasformazione in struttura alberghiera. Un progetto che non andò in porto, ma che aprì una riflessione destinata a proseguire negli anni successivi.
Allemano tornò più volte sull’argomento, così come il suo successore Mauro Calderoni. Nel frattempo la grande tela di Carlo Pittara veniva riscoperta dalla stessa Gam: tra il 2019 e il 2020 il dipinto fu srotolato, restaurato, studiato ed esposto.
Poi la trasferta internazionale in Cina, al Museo Wu di Suzhou, in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Ora il ritorno definitivo nei luoghi che avevano ispirato l’opera.
La nuova sede è l’ex cappella interna della Castiglia, restaurata e trasformata in spazio espositivo grazie a un progetto sostenuto dal Comune di Saluzzo e dalla Fondazione CrSaluzzo.
L’allestimento, firmato dagli architetti Federica Maffioli e Andrea Ruggeri, punta tutto sull’effetto sorpresa e sul coinvolgimento emotivo del visitatore.
Il percorso si sviluppa in due ambienti. Nel primo il pubblico viene invitato a scegliere un personaggio tra i tanti presenti nel dipinto: un cavaliere, un mercante, una dama, un allevatore. Entrando nella seconda sala, immersa nell’oscurità, proprio quel personaggio riappare illuminato, quasi staccandosi dalla tela per guidare il visitatore dentro il quadro, raccontandone dettagli, curiosità e particolari storici. Solo alla fine l’intera opera si illumina improvvisamente, mostrando tutta la potenza scenografica della “Fiera di Saluzzo”.
Ed è proprio questo contrasto tra il buio della sala e la vivacità dei colori a colpire maggiormente. La luce fa emergere dettagli che sembrano infiniti: animali, cavalieri, mercanti, dame, bambini, stoffe, architetture, il Monviso sullo sfondo e la Saluzzo seicentesca ricostruita con precisione quasi teatrale.
L’opera, realizzata da Carlo Pittara nel 1880 per la IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, rappresenta una gigantesca scena di mercato ambientata fuori dalle mura cittadine. Una tela eccezionale non soltanto per le dimensioni, ma per la sua capacità di mescolare ricostruzione storica, invenzione scenografica e pittura animalista.
La Fondazione Torino Musei, proprietaria dell’opera attraverso la Gam, ha scelto di concederla in comodato alla città proprio per restituirla al suo contesto originario. E oggi la sensazione, uscendo dalla Castiglia, è che quel ritorno sia finalmente compiuto.
VISITABILE OGNI GIORNO
In occasione della Mostra dell’Antiquariato la tela sarà visitabile ogni giorno fino al 2 giugno: dalle 15 alle 20 nei feriali e dalle 10 alle 20 nei festivi e il sabato.
Fino al 29 giugno sarà inoltre visitabile ad ingresso gratuito.
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