speciale mondo casa

Case più efficienti, nuove regole per ridurre i consumi energetici

Dal 3 giugno Cosa cambia e come migliorare la propria abitazione

Case più efficienti, nuove regole per ridurre i consumi energetici
Dal 3 giugno scorso sono entrati in vigore i nuovi requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici. Si tratta delle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 28 ottobre 2025, che aggiorna la normativa del 2015 e introduce criteri più rigorosi per la progettazione di nuovi edifici e per gli interventi di ristrutturazione sul patrimonio esistente.L’obiettivo è duplice: ridurre i consumi energetici e allineare il settore edilizio agli standard europei in materia di efficienza e sostenibilità. Le nuove regole interessano soprattutto tecnici, progettisti e imprese, ma avranno effetti concreti anche per i cittadini che intendono ristrutturare casa o migliorare la classe energetica del proprio immobile.

Tra le novità più importanti figura una maggiore attenzione ai cosiddetti “ponti termici”, cioè quei punti dell’involucro edilizio dove si verificano dispersioni di calore. Finora questi aspetti erano considerati in modo meno dettagliato; oggi diventano invece parte integrante delle verifiche energetiche. In pratica, sarà necessario progettare con maggiore precisione isolamento, balconi, serramenti e giunzioni tra le diverse strutture dell’edificio.

Il decreto aggiorna inoltre le metodologie di calcolo della prestazione energetica e introduce criteri più stringenti per la verifica delle trasmittanze e dell’efficienza dell’involucro. Vengono anche ridefiniti alcuni parametri “dell’edificio di riferimento”, il modello teorico utilizzato per valutare le prestazioni energetiche di un immobile.

Altre novità riguardano la diffusione della mobilità elettrica e dei sistemi intelligenti di gestione energetica. Per determinate tipologie di edifici (residenziali con oltre dieci posti auto e non residenziali come uffici, capannoni e centri commerciali) sono previsti nuovi obblighi relativi alla predisposizione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e all’adozione di sistemi di automazione e controllo degli impianti.

Ma cosa significa tutto questo per chi vive in una casa costruita da anni? Anche se il decreto non impone interventi immediati sugli immobili esistenti, rappresenta un’occasione per valutare lavori capaci di ridurre le bollette e aumentare il valore dell’abitazione.

Per prima cosa si deve partire dall’isolamento dell’involucro: cappotto termico, coibentazione del sottotetto e sostituzione dei vecchi serramenti restano gli interventi più efficaci per limitare le dispersioni di energia sempre tenendo presente che è molto importante anche verificare la presenza di ponti termici, spesso responsabili di muffe e condense.

Sul fronte degli impianti, può essere conveniente sostituire le vecchie caldaie con sistemi più efficienti, installare pompe di calore o integrare impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia. Anche l’adozione di termostati intelligenti e sistemi di regolazione evoluti può contribuire a ridurre i consumi senza interventi invasivi.

La direzione indicata dalla normativa è chiara: edifici sempre più efficienti, meno energivori e più sostenibili. Per i proprietari di casa, investire oggi nell’efficienza energetica non significa soltanto rispettare standard futuri, ma anche migliorare il comfort abitativo e contenere i costi energetici in un periodo in cui il risparmio in bolletta continua a essere una priorità per molte famiglie.