l'ex ospizio di busca si rinnova

Ex ospizio di Busca: traguardo storico

Dopo anni di burocrazia, blocchi e ritardi, può partire il progetto di riqualificazione

Ex ospizio di Busca: traguardo storico

Sono stati avviati nei giorni scorsi i lavori di ristrutturazione dell’ex Ospizio di Busca. Un intervento importante, che segna la svolta per l’immobile seicentesco, simbolo della tradizione caritativa della città.

Il via al cantiere mette la parola fine a una complessa vicenda burocratica che si protraeva da tre decenni. I primi interventi, suddivisi in due lotti funzionali, riguardano la messa in sicurezza complessiva della struttura e il totale rifacimento della copertura in legno lamellare, per un investimento di circa 300 mila euro.

L’opera, che ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza alle Belle Arti, è stata progettata dall’architetto Claudio Ellena in collaborazione con un team di professionisti esperti in restauro conservativo. A eseguire i lavori, l’impresa edile Cavallo di Villar San Costanzo e la ditta Mozzone Building di Savigliano.

Il finanziamento di questa prima fase è garantito con fondi dell’ente derivanti dalle alienazioni dell’eredità Aimar Maria e dal sostegno della Fondazione Crc.

Spiega il presidente Tommaso Alfieri: «Siamo riusciti a dipanare una pratica complicata che dura da trent’anni. Ringrazio l’ufficio amministrativo e in particolare il direttore Luca Gosso. Al momento si tratta di un inizio, ma una volta terminati questi lavori, entro il 2027, sono già programmati i lotti successivi. Prevediamo la riorganizzazione delle camere mortuarie, il restauro di locali con finalità istituzionali e museali e la creazione di 5 spazi dedicati all’accoglienza di persone fragili e ai parenti degli ospiti dell’Hospice».

L’augurio dello staff è che possano arrivare altri sostegni per far rivivere pienamente un edificio che è stato così importante per la storia della città.

IL PROGETTOIl progetto, lungimirante, punta infatti a trasformare l’ex Ospizio in un polo multifunzionale: se da un lato verranno preservate la memoria e la storia locale attraverso aree museali, dall’altro l’edificio tornerà ad avere un ruolo in ambito sociale, offrendo una rete di protezione e ospitalità per le fasce più deboli e per le famiglie dei degenti della struttura sanitaria cittadina.