Lunedì mattina nella chiesa della Collegiata di Maria Vergine Assunta, tanti amici si sono dati appuntamento per dare l’ultimo saluto a Ugo Banchio, bassista e tra i fondatori della band Senza Patria, scomparso a 54 anni dopo aver combattuto a lungo con la malattia.
La sua morte segue di pochi mesi quella dell’amico e cantante Giampiero Camosso, scomparso tre mesi fa dopo una breve malattia. I due, legati da un’amicizia nata in adolescenza e compagni di leva, negli anni ’90 avevano dato vita al progetto musicale pensato come omaggio ad Augusto Daolio, storica voce dei Nomadi, scomparso prematuramente nel 1992, lasciando un grande vuoto tra gli appassionati del gruppo che ha segnato la storia della musica italiana.
Nel tempo Banchio aveva intrecciato rapporti con diverse band piemontesi, che oggi lo ricordano per le qualità umane e per la generosità dimostrata in numerose occasioni benefiche in cui il gruppo si era esibito a sostegno di iniziative solidali.
Originario di Revello, viveva a Savigliano e lavorava alla Borgna Vetri di Confreria.
Proprio insieme ad altri musicisti delle cover band piemontesi, aveva espresso il desiderio di organizzare, il prossimo 18 luglio, una serata in ricordo dell’amico Giampiero Camosso, progetto che ora – dicono gli stessi membri del complesso – è sospeso: «Troppo ravvicinato rispetto al luttuoso evento che ci ha toccati. Siamo ancora scossi, stiamo valutando il da farsi. Comunicheremo la nostra decisione nei prossimi giorni attraverso i canali social della band».
Per sua espressa volontà, l’altruismo di Ugo permetterà di restituire la vista, attraverso la donazione delle cornee, a due persone. Un ultimo gesto di generosità, in linea con la sua esistenza.
Lo ricorda l’amico e collega di palco Tony Ballari: «Un carattere mite, un’indole buona e sincera, un amico sempre disponibile. Abbiamo suonato tanto e ci siamo divertiti un sacco insieme. Restano tanti ricordi e un filo di amarezza per non aver potuto continuare a farlo ancora un po’. Ci mancherà».
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