Quando la famiglia Burdisso lasciò la frazione Brasse, quasi un secolo fa, Giacomo era stato appena concepito. Nacque già in Argentina, quella che sarebbe diventata la nuova patria della famiglia.
Venerdì scorso alcuni rappresentanti della famiglia Burdisso sono tornati nei luoghi delle proprie origini, a Moretta. Raul (figlio di Giacomo) e German hanno voluto rivedere la terra dei loro avi, mentre le giovani Valentina e Martina hanno affrontato il loro primo viaggio in Italia.
Accompagnati dal morettese Nino Montersino, che da anni mantiene vivi i rapporti con gli emigrati argentini e i loro discendenti, venerdì mattina sono stati accolti in municipio dal sindaco Gianni Gatti.
«La nostra famiglia – racconta Raul Burdisso, figlio di Giacomo – si è stabilita a Los Chañaritos, un piccolo centro agricolo di circa 250 abitanti, fondato nel 1888 e situato a un centinaio di chilometri da Córdoba, capoluogo della provincia. Gestiamo un’azienda agricola nella quale lavora tutta la famiglia».
A differenza di molti emigrati piemontesi, Raul non parla il piemontese: «Quando ero ragazzo e frequentavo la scuola si doveva parlare solo spagnolo – spiega -. Il piemontese era quasi vietato. L’obiettivo era rafforzare il senso di identità nazionale. Oggi, invece, le cose sono cambiate: mio figlio German e le mie nipoti hanno la doppia cittadinanza, argentina e italiana, e c’è una maggiore apertura verso le proprie origini».
German Burdisso aggiunge: «Per me è la seconda volta in Italia e torno a Moretta con grande piacere. In Argentina alleviamo vacche da latte e coltiviamo mais, soia e altri cereali». Appassionato di volo, è anche pilota e possiede un piccolo aereo da turismo.
La famiglia è arrivata in Italia giovedì e Moretta ha rappresentato la prima tappa di un viaggio di circa quindici giorni. Per le figlie di Giacomo, Martina e Valentina, che frequentano la scuola secondaria di primo grado, si tratta della prima esperienza in Europa.
«Moretta è una bella cittadina, molto curata e ricca di storia – raccontano . Tutti sono stati molto cordiali e ci hanno riservato un’accoglienza calorosa. Abbiamo già visitato Torino, che ci è piaciuta moltissimo, e nei prossimi giorni raggiungeremo Venezia, Firenze e Roma, da dove ripartiremo per l’Argentina».
Al termine dell’incontro il sindaco Gatti ha donato alla famiglia Burdisso il volume dedicato alla storia di Moretta e alle due ragazze la maglietta “I love Moretta”. «Un piccolo pensiero – ha detto il primo cittadino che vi ricorderà il viaggio nel paese dei vostri avi. Questa maglietta, che consegniamo a chi dimostra affetto per Moretta, ha già fatto il giro del mondo, dal Brasile al Portogallo. È bello pensare che da oggi ce ne saranno altre due anche in un piccolo centro della Pampa argentina».