scalata sul monviso

«Quando compio dieci anni voglio scalare il Monviso»

Il giovanissimo Leonardo domenica ha conquistato la vetta del Re di Pietra

«Quando compio dieci anni voglio scalare il Monviso»

Il sogno del Monviso si è trasformato in realtà per Leonardo Calandri, ragazzino di Caselle Torinese che, a soli dieci anni, ha raggiunto la vetta del Re di Pietra dopo un percorso di preparazione durato mesi. Un traguardo costruito con pazienza, allenamento e prudenza, senza cercare record, ma con l’obiettivo di vivere fino in fondo la montagna.

L’idea era nata il giorno di Natale, quando aveva confidato ai genitori Cristian e Anastasìia il desiderio di salire sulla cima del Monviso, proprio come avevano già fatto loro. Un sogno che affondava le radici nelle estati trascorse a Crissolo, dove la famiglia possiede un alloggio. Da sempre Leonardo osserva il profilo della montagna durante le escursioni nella valle Po, affascinato da quella vetta che domina il paesaggio.

I genitori hanno deciso di non scoraggiarlo, ma di accompagnarlo verso l’obiettivo nel modo più sicuro possibile. Da metà giugno mamma e figlio si sono trasferiti a Crissolo e hanno iniziato un intenso programma di allenamento: lunghe camminate, importanti dislivelli e ascensioni a quote elevate, con tappe al rifugio Quintino Sella, al Giacoletti, sul Viso Mozzo, al monte Tivoli e al Colle delle Traversette. «Un percorso – racconta la mamma – pensato soprattutto per insegnare il rispetto della montagna e la necessità di affrontarla con preparazione».

Lo scorso fine settimana, insieme ad una guida alpina esperta, è arrivato il momento tanto atteso. Dopo la notte al rifugio Quintino Sella, la partenza è avvenuta alle quattro del mattino, alla luce delle lampade frontali. All’alba, nei pressi del passo delle Sagnette, il gruppo ha assistito allo spettacolo del sole che illuminava le Alpi e colorava di rosso il Monviso.

Alle 10,20 Leonardo ha raggiunto la vetta, a quota 3.841 metri. Con i suoi 10 anni, 3 mesi e 15 giorni è probabilmente tra i più giovani ad aver conquistato la cima, anche se questo aspetto passa in secondo piano. L’emozione più grande è arrivata lassù, quando, dopo qualche istante di silenzio, ha abbracciato la mamma esclamando: «Cavolo, sono in cima al Monviso». Una piccola impresa resa possibile dalla passione, ma soprattutto da un percorso affrontato con responsabilità e buon senso, perché la montagna non concede scorciatoie.