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Castellar, il borgo a “statuto speciale” rilanciato dagli incentivi della fusione

Il rilancio di Castellar parte dagli incentivi

Castellar, il borgo a “statuto speciale” rilanciato dagli incentivi della fusione

L’ultimo consiglio comunale di Saluzzo, svoltosi martedì 30 giugno nel salone polivalente del Sarvanot, è stato dedicato in larga parte a Castellar.

Da qui la scelta di convocare, per la prima volta, la riunione in una sede decentrata.

Presenti in sala, accanto ai consiglieri comunali, i “consultori” locali, rappresentanti della comunità di Castellar.

Un’occasione, dopo la fusione dell’ex comune della valle Bronda con Saluzzo, per fare il punto sulla situazione e, di conseguenza, sui vantaggi derivanti ai residenti dopo l’incorporazione divenuta operativa dal 1° gennaio 2019.

È stato il prosindaco Eros Demarchi ad illustrare le linee guida di un percorso amministrativo che ha portato rilevanti benefici – sotto vari aspetti, alla comunità castellarese per “compensare gli svantaggi derivanti dalla minore disponibilità di servizi in loco”.

Oltre alle misure già definite lo scorso anno, quali il bonus bebè, il trasporto scolastico, l’animazione giovanile, ne sono state previste altre sempre connesse al rimborso delle spese amministrative e tecniche connesse alla fusione; bonus e contributi a favore delle famiglie; sostegni per studio, sport, cultura e benessere; misure compensative su tributi e tariffe (compresa la Tari, tassa rifiuti).

«Alcune – ha spiegato Demarchi – sono delle conferme. La prima è il cosiddetto “bonus bebè”, che prevede un assegno fino a 1.000 euro per nascita.

La seconda è il sostegno alle politiche giovanili in chiave aggregativa con finalità di prevenzione rispetto a situazioni critiche e prevede un budget massimo di 10 mila euro all’anno destinati al Consorzio Monviso Solidale.

La terza è un sostegno alle famiglie con un incremento dei rimborsi del trasporto scolastico, della mensa e altri costi collegati alla frequenza fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado per un importo massimo di 380 euro per studente».

Sin qui conferme o incremento di scelte assunte lo scorso anno.

Ci sono poi altre nuove agevolazioni rivolte ai giovani di Castellar.

«Allo scopo di promuovere il diritto allo studio mediante scambi interculturali, apprendimento ed esperienze linguistiche, mobilità internazionale per esperienze studio all’estero – ha comunicato il prosindaco – è previsto un importo massimo di 2000 euro per periodo di studio all’estero e di 500 euro per esperienze di vacanze studio».

Inoltre, sempre per favorire lo studio universitario e sostenere i costi dello studio fuori sede, quali alloggio, trasporto e spese di frequenza universitaria in chiave di allargamento del contesto di vita dei giovani, ed in conformità ai principi europei, è previsto un contributo massimo di 2000 euro per gli universitari, ridotto a 1000 per chi frequenta l’università part-time.

Ancora destinato al mondo giovanile, un contribuito di 100 euro all’anno per gli under 18 finalizzato ad attività sportive, benessere e cultura.

Poi c’è il capitolo anziani con risorse destinate alla terza età.

«Per favorire l’aggregazione e il benessere degli over 65 – ha spiegato ancora Demarchi – è prevista un’azione che consiste in un soggiorno aggregativo culturale gratuito ed il rimborso della quota per attività annuali e culturali e di benessere per un importo massimo complessivo per azione di 20 mila e 250 euro annuali. Per le attività culturali e di benessere, sempre per chi ha superato i 65 anni, 100 euro a persona».

Decise anche misure fiscali dirette rispetto “all’abitare a Castellar”, un’agevolazione collegata all’abitazione principale di residenza che consiste nel rimborso della Tari dell’anno precedente. Accanto a questa è stata ipotizzata (ma non ancora quantificata) la possibile introduzione di una misura compensativa sull’addizionale Irpef.

«Sono misure – ha riassunto Demarchi – che hanno la finalità di sostenere la comunità di Castellar; favorire la permanenza dei residenti; incentivare natalità, studio, sport e partecipazione sociale; promuovere il benessere degli anziani. In sintesi – ha argomentato il prosindaco – scelte amministrative che compensano gli effetti della fusione e le condizioni di maggiore svantaggio territoriale, nel rispetto della normativa nazionale ed europea».

A conti fatti si può rilevare che vivere a tre chilometri dal centro di Saluzzo comporterà sì alcuni disagi, ma ha anche i suoi vantaggi.

Castellar a ben vedere, dopo la fusione, è diventato una sorta di “borgo a statuto speciale” con indubbi benefici per chi vi abita.

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