sfruttamento agricolo

Dal caso Saluzzo al modello Piemonte Relazione sullo sfruttamento agricolo

Due anni di lavoro promuovono il distretto della frutta

Dal caso Saluzzo al modello Piemonte Relazione sullo sfruttamento agricolo

Il Saluzzese resta al centro della strategia piemontese contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. È questa una delle indicazioni più significative contenute nella relazione conclusiva del gruppo di lavoro della Commissione Legalità del Consiglio regionale, approvata all’unanimità dopo oltre un anno di audizioni con istituzioni, sindacati, associazioni, imprese agricole, cooperative ed esperti del settore.

Un documento che individua proprio nella Granda il principale territorio di confronto per affrontare un fenomeno complesso: da una parte il distretto ortofrutticolo del Saluzzese, dove ogni estate arrivano migliaia di lavoratori stagionali per la raccolta della frutta; dall’altra l’Albese e le Langhe, dove le criticità sono maggiormente legate all’utilizzo di cooperative e intermediari per la gestione della manodopera nel comparto vitivinicolo.

Per il territorio saluzzese la relazione riconosce una doppia realtà. Da un lato vengono evidenziate le fragilità legate alla concentrazione di lavoratori stagionali, che negli anni hanno prodotto emergenze sul fronte dell’accoglienza, degli alloggi e degli insediamenti informali. Dall’altro viene riconosciuto il percorso costruito per superare quelle difficoltà, trasformando un problema sociale in un laboratorio di politiche innovative.

Il modello Saluzzo viene infatti indicato come un’esperienza da consolidare e replicare. La collaborazione tra Comuni, istituzioni, associazioni, aziende agricole e realtà del terzo settore ha permesso negli anni di sviluppare strumenti per favorire il lavoro regolare, migliorare le condizioni abitative e garantire servizi ai lavoratori. Dalla stagione delle tendopoli e delle presenze spontanee si è passati a un sistema più strutturato, fondato su accoglienza diffusa, trasporti e percorsi di integrazione.

La relazione sottolinea però come restino alcune criticità di carattere generale. Tra queste il difficile incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo, con un sistema pubblico di collocamento considerato ancora poco efficace, e la necessità di riformare i decreti flussi, superando il meccanismo del “click day” e favorendo la trasformazione dei contratti stagionali in rapporti più stabili.

Un capitolo centrale riguarda poi gli alloggi e la mobilità. La carenza di soluzioni abitative adeguate viene indicata come uno dei principali elementi di vulnerabilità dei lavoratori.

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