Si annuncia una campagna promettente per le pesche. I primi cestini di frutta lavorata nel Saluzzese hanno spuntato 1,30 euro al kg. Nel vicino Albese, le “padelle” da 24 frutti hanno raggiunto anche i 2 euro/kg. Dati puramente indicativi, che lasciano però sperare in una buona remunerazione per i produttori, oggi pienamente impegnati nella raccolta (i pagamenti, si sa, arriveranno più avanti).
Dopo una stagione 2025 segnata dal gelo che ha colpito la produzione greca e turca, dalle piogge abbondanti durante la fioritura che hanno penalizzato il potenziale produttivo in Italia, Francia e Spagna, e dai violenti episodi di grandine in Catalogna, Aragona e nella regione di Murcia, le previsioni per la campagna 2026 si annunciano più favorevoli.
Dopo un anno particolarmente deficitario, la Grecia torna a livelli produttivi nettamente superiori, mentre gli altri Paesi produttori dovrebbero attestarsi tra il 3 e il 5% al di sopra del raccolto dell’anno scorso. Nel complesso, le previsioni europee indicano un raccolto di 2.744.321 tonnellate di pesche e nettarine (escluse le percoche), con un aumento dell’8% rispetto al 2025 (2.531.057 tonnellate), a condizione che non si verifichino eventi climatici gravi da qui alla fine della campagna.
In Italia, la produzione 2026 di pesche e nettarine dovrebbe raggiungere 867.239 tonnellate, con un incremento del 3% rispetto al 2025. Nel dettaglio (escluse le percoche) 271.003 tonnellate per l’Italia settentrionale, 47.679 ton per le Regioni centrali e 548.557 ton per l’Italia meridionale.
Dopo una campagna 2025 in lieve flessione (-3%), i frutteti italiani hanno beneficiato quest’anno di condizioni favorevoli, senza eventi climatici rilevanti in grado di compromettere il potenziale produttivo. Nonostante questo miglioramento, i volumi restano comunque inferiori al pieno potenziale e si collocano in linea con i livelli registrati negli ultimi anni.
La contrazione strutturale delle superfici prosegue, in particolare per pesche e percoche, con un calo stimato rispettivamente del 3 e del 5% tra il 2025 e il 2026, mentre le superfici a nettarine si stabilizzano. Nel 2025, le flessioni registrate nel centro e nel nord del Paese erano state solo parzialmente compensate da migliori livelli di raccolta in alcune aree meridionali.
E quest’anno la produttività attesa è giudicata buona sull’intero arco del calendario di raccolta.
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