Sempre secondo dati del Cso Italy, nel 2025 gli ettari coltivati a mirtillo in Italia erano circa 1.900 (dai 1.300 del 2019), concentrati per la maggior parte in Piemonte, anche se il Sud sta crescendo e si attendono ulteriori aumenti in Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.
Osserva il consulente specialista in berry, Marco Butera: «C’è ancora tanto spazio per crescere. Il mercato interno è in grado di assorbire tutta la produzione nazionale. Le rese a ettaro sono però superiori negli altri Paesi. Il vantaggio competitivo si ottiene con la tecnica, il rinnovo varietale e cercando di incrementare la produttività. Oggi ci sono player forti sul mercato europeo che stanno mettendo in crisi il modello del Piemonte, basato sulla varietà Duke».
Sottolinea Butera: «Non è più come dieci anni fa. Il calendario competitivo era dominato dall’Italia, a giugno. Oggi abbiamo Spagna e Portogallo, abbiamo la Georgia che inizia prima e poi ci sono Romania e Serbia che sono in sovrapposizione diretta. Germania e Polonia stanno fortemente rinnovando gli impianti e fanno progetti fuorisuolo».
C’è poi da considerare che la Grande Distribuzione Organizzata (Gdo), ha fissato standard minimi di qualità come un calibro importante (sempre sopra i 12 millimetri), croccantezza, assenza di acidità e morbidezza.