Donne bloccate in Arabia saudita

Piasco, si pensa a una fiaccolata per far rientrare Angela e figlia

A Piasco si pensa ad una fiaccolata per Angela Rovera e la figlia bloccate a Taif

Piasco, si pensa a una fiaccolata per far rientrare Angela e figlia

A quasi quattro mesi dall’inizio della vicenda, continuano le settimane di apprensione a Piasco e in tutta la valle Varaita per Angela Rovera, la dentista piaschese bloccata a Taif, in Arabia Saudita, insieme alla figlia di due anni. Dopo il primo importante passo compiuto a fine giugno, con il riconoscimento dell’affidamento esclusivo della bambina alla madre, non si registrano infatti ulteriori sviluppi sul fronte del rientro in Italia.

Il lavoro diplomatico e legale prosegue lontano dai riflettori. Gli avvocati Omar Blanc e Matteo Santini, contattati dalla nostra redazione, al momento non hanno rilasciato ulteriori dichiarazioni, limitandosi a confermare che la vicenda è tuttora seguita nelle sedi competenti.

L’attenzione resta alta anche sul territorio. A Piasco e nei comuni della valle cresce infatti la mobilitazione di cittadini, amici e conoscenti della professionista, mentre starebbero prendendo forma alcune iniziative pubbliche per mantenere viva l’attenzione sul caso.

Tra le ipotesi al vaglio vi sono una fiaccolata o un presidio in paese, con l’obiettivo di esprimere vicinanza ad Angela Rovera e alla sua bambina e di chiedere che si giunga al più presto a una soluzione.

Sul caso è intervenuto anche Giancarlo Panero, capogruppo di minoranza in consiglio comunale a Piasco. «Abbiamo appreso la notizia della grave situazione in cui versano la dottoressa Angela Rovera e la figlia, cittadine di Piasco, bloccate dal marito e padre in Arabia Saudita. Abbiamo letto che il sindaco ha scritto una lettera di richiesta di intervento al ministro degli Esteri». Panero spiega di essersi attivato anche sul piano dei contatti istituzionali. In qualità di ex presidente dell’Inas, l’Istituto nazionale assistenza, ha telefonato a Gianluca Lodetti, oggi vice segretario generale del Consiglio generale degli Italiani all’Estero, chiedendogli di interessare nuovamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla vicenda.

Lodetti, che in passato ha diretto le strutture Inas all’estero in diciotto Paesi, si starebbe confrontando con Silvia Limoncini, ministra plenipotenziaria e direttrice generale per i Servizi ai cittadini all’estero e le Politiche migratorie del ministero degli Affari Esteri, struttura che, insieme all’Unità di crisi della Farnesina, segue i casi che coinvolgono cittadini italiani all’estero.