Il quadro che emerge è quello di un sistema cresciuto nel tempo e che ha permesso di aumentare sensibilmente i posti disponibili. Nel 2025 il distretto frutticolo del Saluzzese ha registrato circa 15 mila contratti di lavoro, oltre 10 mila dei quali riferiti a lavoratori stranieri. La presenza effettiva sul territorio durante le campagne di raccolta è stimata tra le 7.500 e le 8.000 persone, con un picco legato soprattutto alla stagione estiva.
Grazie ai fondi del Pnrr (1,693 milioni di euro) destinati al superamento degli insediamenti informali, tutti i sette interventi previsti sul territorio sono stati completati nei tempi stabiliti. La rete pubblica dell’accoglienza può oggi contare su 303 posti letto, ai quali si aggiungono i 46 della Caritas, con tre nuovi moduli abitativi installati in via della Croce, e i 18 posti attivati dalla cooperativa Proposta 80 a Revello per accompagnare i lavoratori nella fase di passaggio tra un contratto e l’altro. Complessivamente sono quindi 367 i posti organizzati attraverso il sistema territoriale.
A questi si sommano le soluzioni abitative messe a disposizione direttamente dalle aziende agricole, che rappresentano la parte più consistente dell’accoglienza. «Il dato più importante – ha sottolineato il sindaco di Saluzzo Franco Demaria – è che oggi il 99,7 per cento dei lavoratori presenti sul territorio trova una sistemazione abitativa, nelle aziende o nelle strutture della rete. Non abbiamo eliminato tutte le criticità, ma abbiamo costruito un sistema che funziona e continua a migliorare».
Un percorso che, secondo l’Amministrazione, dimostra come una questione complessa possa essere affrontata attraverso la collaborazione tra soggetti diversi. «Non abbiamo risolto definitivamente il problema, ma siamo sulla strada giusta – ha aggiunto Roberto Dalmazzo, presidente del Distretto della frutta e portavoce dei sindaci firmatari del Protocollo -. Questo non è un documento statico, ma uno strumento che deve evolvere seguendo ciò che accade sul territorio».
Il sistema comprende anche servizi che vanno oltre l’accoglienza abitativa: la Caritas continua a garantire docce, distribuzione di abiti, deposito bagagli, biciclette e circa 250 pasti al giorno, mentre l’Infopoint rappresenta un punto di riferimento per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. La cooperativa Proposta 80, inoltre, segue le strutture di accoglienza che oggi ospitano circa 130 persone, un numero destinato a crescere con l’avanzare della raccolta.
Per il Comune di Saluzzo la sfida resta però anche quella di mantenere un equilibrio tra esigenze produttive, inclusione e convivenza. Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, l’Amministrazione rivendica la scelta di «affrontare i problemi senza negarli, ma anche senza rinunciare ai valori di una comunità civile».