I suoi lavori si sono indirizzati fin da subito su quello che con felice intuizione chiamava “il fatto di Valmala”, ricostruendo con approfondite indagini le umili esistenze delle veggenti Pittavino, Chiotti e Boschero. Il loro racconto delle apparizioni al Chiotto nel 1834 – come illustrato libro dopo libro da Ponso – ha dato origine al santuario più importante della diocesi di Saluzzo e tra i più noti del Piemonte.
Sono venute poi altre opere fondamentali, quali la “Guida ai santuari mariani del Saluzzese” (1992), “I santi della Granda” (1999), “Duemila anni di santità in Piemonte e Valle d’Aosta (2001)”, “Il beato Stefano Bandelli da Castelnuovo Scrivia. Protettore di Saluzzo” fino ai più recenti lavori sulla liaison tra Valmala e l’analoga vicenda devozionale rappresentata dal santuario della Salette, maturata dodici anni dopo, nel 1846.
Il raffronto con quanto accaduto sulle Alpi francesi dell’Isère, e il sollecito riconoscimento ecclesiastico delle apparizioni da parte del vescovo di Grenoble, confermato dal Vaticano in merito alla Nostra Signora della Salette, era il cruccio di Ponso, convinto che il racconto dei pastorelli transalpini Maximin e Mélanie avesse la medesima veridicità della testimonianza resa dalle veggenti della val Varaita.
Ma per “il fatto di Valmala” si è dovuto attendere la prima domenica d’agosto del 1946 – quando il vescovo Egidio Luigi Lanzo incoronò solennemente la Madonna di Valmala come Regina della Diocesi – a sancire in qualche modo la credibilità delle apparizioni al Chiotto. E tutto si è fermato lì, senza altri passi ufficiali che a ogni occasione e a ogni libro Ponso auspicava con passione, senza tuttavia innescare polemiche.
Spirito libero, credente convinto, Aldo confermava il suo fervore per Valmala suonando l’armonium durante le funzioni, dando manforte al compaesano don Paolo Gerardi, a lungo rettore del santuario. Per poi far risuonare quei canti anche alla casa di riposo di Piasco dove si recava spesso per tenere allegri gli ospiti.
Lascia le sorelle Mariuccia e Lucia con Edoardo, nipoti e congiunti.
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