Trent’anni dopo il primo rito dell’ampolla inventato da Umberto Bossi (13 settembre 1996), la Lega ritorna alle sorgenti del Po con la consueta Festa del Monviso.
«Un appuntamento con la storia, il cuore e il futuro del partito»: così il senatore cuneese e segretario provinciale Giorgio Maria Bergesio annuncia il tradizionale raduno alle sorgenti del Po, che quest’anno si terrà sabato 5 settembre, dalle 10, a Pian del Re. Da allora molta acqua è passata nel Po e tante cose sono cambiate nel partito del Senatur, che oggi non c’è più.
«Sarà anche il momento del ricordo commosso di Umberto Bossi, scomparso il 19 marzo scorso: il fondatore, l’ideatore visionario e l’anima di questa grande manifestazione. Salire ai piedi del Monviso – afferma Bergesio – non è una semplice ricorrenza: è riappropriarsi delle nostre radici per guardare avanti».
La Lega sta attraversando un momento particolarmente complicato, stretta com’è la tensioni frondiste che arrivano dai governatori del Nord Est e l’assalto dell’ex generale Vannacci, “il traditore” che, fuoriuscito dal partito in cui era stato eletto all’europarlamento, ha dato vita a Futuro Nazionale.
All’appuntamento di Pian del Re saranno presenti, oltre a Bergesio, il ministro per le Regioni e le Autonomie Roberto Calderoli e il segretario regionale e capogruppo alla Camera Riccardo Molinari.
La Lega è una forza politica che, anche nel Cuneese, ha registrato fasi altalenanti con picchi di consensi elevatissimi e crolli altrettanto clamorosi.
Oggi la crisi si avverte in maniera evidente anche nel Saluzzese dove è rimasta qualche sporadica presenza: il giovane sindaco di Villanova Solaro, Gabriele Giletta, commissario dei Giovani Padani, che guida però una maggioranza civica, il sindaco di Pagno Nico Giusiano, e lo storico esponente bargese Elio Trecco, più qualche simpatizzante qua e là.
A Saluzzo non c’è più alcun suo rappresentante in Consiglio comunale, così come Paolo Demarchi – vicesegretario regionale del partito – non è stato rieletto in Regione.
Nella Granda, due anni fa, la Lega ha lasciato per strada poco meno di 100 mila voti (98.576 per l’esattezza) rispetto alle europee del 2019 e 82.198 rispetto alle precedenti regionali svoltesi in quello stesso anno. Calderoli, rispetto al serrato dibattito interno, è finora rimasto prudente. Tutti sanno quanto sia critico nei confronti della gestione di Salvini, tuttavia il suo nome non risulta tra i “frondisti” più accaniti.
Per questo sarà interessante sentire quel che dirà. I cuneesi attendono che sia lui a dettare loro la linea. Pian del Re è un primo assaggio di quel che potrebbe succedere domenica 20 settembre a Pontida.
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