L’estate 2026 si avvia verso la conclusione lasciandosi alle spalle settimane di caldo intenso e scarsità di precipitazioni.
Nel Saluzzese, soltanto negli ultimi giorni una serie di temporali ha concesso una tregua, contribuendo soprattutto ad abbassare le temperature nelle ore notturne e a rendere più respirabile l’aria. Piogge che, però, non cancellano gli effetti di una stagione difficile e di una situazione idrica che continua a destare preoccupazione.
I dati regionali di Arpa Piemonte fotografano infatti, a fine luglio, una situazione idrica significativamente deficitaria, con condizioni di siccità severa su quasi tutto il Piemonte. Una situazione che non si osservava con valori analoghi dalla primavera del 2022. Alla base ci sono quattro mesi consecutivi di precipitazioni inferiori alla norma e temperature eccezionalmente elevate. Luglio ha fatto registrare un’anomalia termica di circa +3 gradi, risultando il secondo luglio più caldo della serie storica. Da fine maggio a fine luglio si sono inoltre succedute quattro ondate di calore, mentre anche agosto ha confermato la tendenza, con temperature elevate fino alla metà del mese.
A fine luglio le risorse idriche superficiali disponibili erano stimate in circa 229 milioni di metri cubi, il 62% in meno rispetto alla media. E mentre i corsi d’acqua presentano in molti casi deficit superiori al 30%, anche le falde iniziano a mostrare segnali di sofferenza.
Una situazione che per l’agricoltura significa soprattutto più acqua da utilizzare e più costi da sostenere. «Le alte temperature – osserva Michele Ponso, presidente della sezione Frutticola di Confagricoltura Cuneo – obbligano molte aziende a mantenere gli impianti di irrigazione localizzata in funzione anche 24 ore su 24». La qualità della frutta può anche rimanere elevata, ma l’aumento dei costi di produzione finisce per erodere ulteriormente margini già ridotti.
Ed è proprio la frutticoltura del Saluzzese a trovarsi al centro di una difficile equazione: rese spesso condizionate dal clima, costi crescenti e prezzi all’origine che non consentono alle aziende di recuperare gli investimenti. Secondo Coldiretti Cuneo, nei primi giorni di agosto una pesca veniva pagata al produttore circa 70 centesimi al chilo e venduta mediamente a 2,54 euro; per le mele Golden il rapporto era di circa 40 centesimi contro 2,38 euro al consumo. Nel frattempo, a fine luglio, le quotazioni all’origine di pesche e nettarine risultavano in calo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante una buona partenza di stagione.
Il caldo di luglio e agosto inoltre sta compromettendo la qualità del raccolto di mele che, senza la corretta temperatura notturna, tendono a non assumere la classica colorazione e la dolcezza richiesta.
Caldo e siccità si sommano così a grandinate, cimice asiatica e difficoltà di mercato, rendendo sempre più fragile un comparto fondamentale per l’economia saluzzese.
Di fronte a estati che non possono più essere considerate eccezionali, torna quindi centrale il tema della gestione dell’acqua. Agricoltori e organizzazioni di categoria chiedono una strategia di lungo periodo, nuovi invasi e sistemi capaci di trattenere la risorsa nei periodi di maggiore disponibilità, oltre a investimenti nell’irrigazione efficiente e nella ricerca di varietà più resistenti.
«La siccità è ormai una variabile strutturale dell’agricoltura – sottolinea Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo -. E per il Saluzzese, dove l’acqua è una delle condizioni indispensabili per mantenere in vita la grande vocazione frutticola del territorio, la sfida non è più rimandabile».
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