Un tempo Sampeyre, prima ancora che capitale turistica della val Varaita, era un fiorente polo commerciale. Qui vivevano operosamente migliaia di abitanti e prosperavano otto fiere annuali. Secondo alcuni addirittura tredici, tanto che si diceva: «A Sampeyre ci son più fiere che mesi dell’anno». Non erano semplici mercati, ma appuntamenti vitali, che scandivano i ritmi dell’economia agricola e della vita sociale.
Fra tutte, la Fiera di San Michele aveva un significato speciale: segnava la fine della stagione agricola e degli alpeggi, offrendo un’ultima occasione di affari prima del lungo inverno. Per molti sampeyresi l’inverno significava anche emigrazione temporanea in Francia: ecco perché la fiera era uno snodo socio-economico cruciale, da celebrare con grande partecipazione e allegria.
Con il dopoguerra e il cambiamento del tessuto economico, la fiera ha perso progressivamente d’importanza. Ma negli anni Novanta il Comune ha deciso di rivitalizzarla, trasformandola in evento di chiusura non più della stagione agricola, bensì di quella turistica.
Oggi la Fiera di San Michele non è solo mercato: è occasione di promozione territoriale, con mostre zootecniche, esposizioni di trattori d’epoca, mercatini, spettacoli folkloristici, degustazioni e stand di prodotti tipici e artigianato locale. L’abbinamento con la Sagra delle raviole, specialità del paese, ha dato nuova visibilità e ampliato il successo della manifestazione.
Fra le maggiori attrazioni figura la Rudunà (nella foto) , termine derivante dai “rudùn”, i grandi campanacci che le vacche portano al collo. La parata dei bovini prende il nome dal concerto di rintocchi che accompagna le mandrie nella salita e nella discesa dagli alpeggi. Non si tratta soltanto di un momento agricolo, ma di una festa collettiva. Domenica pomeriggio, quando le mandrie sfilano per le vie di Sampeyre, il paese intero si riempie di suoni e colori.
Me vediamo i principali appuntamenti in programma nella tre giorni. Si comincia venerdì con la prima cena nella tensostruttura riscaldata. Il menu è incentrato sul fritto misto piemontese: con acqua, vino e bevande incluse costa 25 euro. Poi musica fino a notte con dj Mux.
Sabato si parte alle 10 con il cooking class di raviole. La cena, sempre a 25 euro, comprende antipasti, raviole, formaggio, dolce e bevande incluse. Serata con musica dal vivo, protagonisti “Quei bravi ragazzi”, e poi dj Gabri Valle.
Domenica fin dal mattino bancarelle, giochi in strada e truccabimbi, la mostra zootecnica, parete di arrampicata e spettacolo di danze aeree del Gecko. Pranzo a 25 euro (menu e prezzo del sabato sera), con vasta offerta alternativa nei locali del paese al prezzo convenzionato di 32 euro. Nel pomeriggio la Rudunà, con la gara delle rotoballe, il torneo toro meccanico e musica dal vivo sotto la tensostruttura.