Numerosi i cartelli esposti: “Carburante d’oro = futuro in cenere”, “Costi fuori controllo = no futuro per l’agricoltura”, “Dignità per il reddito degli agricoltori”, fino a “Tutela per la salute dei cittadini” e “No ai cibi ultraformulati nelle mense pubbliche”.
«Non possiamo chiedere ai nostri produttori – sottolinea Enrico Nada, presidente Coldiretti Cuneo – di produrre cibo di qualità, garantire la sicurezza alimentare e la tutela della salute dei cittadini, oltre a presidiare i territori mentre i costi di produzione continuano a divorarne il reddito».
Per questo, spiega l’organizzazione, è fondamentale avere risorse che permettano di portare il costo del gasolio sotto 1 euro al litro. Coldiretti chiede di intervenire in modo trasversale sulle priorità presentate, a tutela delle filiere, anche con misure straordinarie da parte della Regione, per difendere il reddito degli agricoltori, la salute dei cittadini e il lavoro di chi produce.
La mobilitazione arriva dopo l’annuncio del governo di uno stanziamento da 60 milioni di euro per alleggerire la spesa per il carburante, giudicato dalle associazioni un primo passo ma non una soluzione. L’attenzione si è ora spostata sul livello regionale: nei giorni scorsi anche Confagricoltura Cuneo aveva avanzato la proposta di un fondo con un contributo straordinario a fondo perduto pari al 20% della spesa sostenuta per il gasolio nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026.
Il carburante, del resto, è solo una delle voci che pesano sui bilanci delle aziende. I frutticoltori ricordano, ad esempio, l’aumento del 60% in due anni della bolletta elettrica che nel Saluzzese pesa in particolar modo sulle stalle e sul funzionamento delle celle frigorifere, che non possono essere spente, oltre il costo del lavoro, con una contribuzione di 37-40 euro al giorno per dipendente a fronte di Regioni a statuto speciale dove il costo scende a meno di 20 euro.