Al Centro sperimentale di Fondazione Agrion, si è svolto l’incontro tecnico “Lo stato dell’arte sull’actinidia in Piemonte”, un appuntamento dedicato alla presentazione dei risultati delle attività di ricerca e sperimentazione condotte da Fondazione Agrion con Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino, il Settore Fitosanitario e Crea-It Torino.
Il tema centrale della giornata è stato quello della valutazione del portinnesto, elemento strategico per migliorare la capacità di adattamento dell’actinidia alle nuove condizioni climatiche.
Sul tema della fisiologia vegetale è intervenuta Laura Bardi del Crea-It Torino, che ha illustrato le risposte dell’actinidia all’aumento delle temperature e alle condizioni di stress climatico con un particolare focus sui nuovi portinnesti. L’analisi fisiologica ha riguardato in particolare alcuni parametri chiave, tra cui conduttanza stomatica, traspirazione, fotosintesi, potenziale idrico fogliare ed efficienza nell’uso dell’acqua. Tra i materiali analizzati le migliori performance sono state fornite da Bounty71 e Ro.Ki 2 che nel corso dell’estate 2026 hanno meglio tollerato il susseguirsi delle ondate di calore.
Chiara Morone del Servizio Fitosanitario della Regione Piemonte, ha approfondito l’importanza dell’affinità d’innesto e del corretto sviluppo dell’apparato radicale, due aspetti determinanti per la funzionalità e la vitalità della pianta.
Davide Nari e Valentina Roera, di Fondazione Agrion, hanno presentato i risultati delle attività sperimentali dedicate alla valutazione dei portinnesti attualmente in commercio per contrastare la moria del kiwi.
DIECI ANNI DOPO
A quasi dieci anni dall’avvio delle osservazioni sui primi portinnesti introdotti per affrontare questa problematica, è già possibile formulare le prime considerazioni sulle loro performance vegeto-produttive.
Per quanto riguarda la combinazione varietà-portinnesto, Hayward innestato su Bounty 71 ha fornito risultati molto positivi, garantendo nel corso degli anni livelli di produttività e qualità dei frutti paragonabili a quelli di Hayward autoradicato, in condizioni non interessate da problematiche legate alla moria del kiwi.
È stata tuttavia rilevata una maggiore perdita di piante nei primi anni dall’impianto, riconducibile a fenomeni di disaffinità d’innesto, probabilmente influenzati anche dalla qualità del materiale vivaistico.
Il portinnesto Z1, tra quelli che si sono maggiormente diffusi in Piemonte nei primi anni, è quello che evidenzia un vigore vegetativo più contenuto e una produttività inferiore rispetto alle piante di Hayward autoradicato. Inoltre, presenta un apparato radicale più simile a quello di Hayward, caratteristica che lo rende maggiormente sensibile alle condizioni predisponenti alla moria.
Risultati promettenti sono emersi anche per i portinnesti Jackson e per la serie Ro-Ki, sebbene il periodo di osservazione, in questi casi, sia ancora più limitato. Saranno quindi necessarie ulteriori valutazioni per confermarne le potenzialità e definirne con maggiore precisione le prestazioni nel tempo.
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