Il cinquantesimo anniversario di Piemonte Miele è stato celebrato a Cussanio, dove ha la sede, in una giornata di festeggiamenti, confronti e visione verso il futuro. Erano presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo apistico, cooperativo e agroalimentare.
Un traguardo importante per una cooperativa che, in mezzo secolo di attività, ha contribuito in modo significativo alla crescita del settore e alla valorizzazione del miele di qualità, diventando un punto di riferimento per il territorio piemontese e non solo.
Oggi Piemonte Miele, alla luce del bilancio 2024-2025, conferma una dimensione cooperativa solida e diffusa, con 425 soci attivi in otto regioni italiane e oltre 100 mila alveari gestiti. Nell’ultimo esercizio sono stati conferiti circa 1500 tonnellate di miele, generando un fatturato di circa 10 milioni di euro.
Racconta il presidente Davide Colombo: «La cooperativa è nata nel 1976, dalla visione di otto apicoltori che volevano iniziare ad avere la possibilità di lavorare insieme usando la cooperazione per ottimizzare le economie di spesa. Dopo cinquant’anni la cooperativa è diventata un punto di riferimento per i consumatori e la grande distribuzione, non solo nel Nord Italia ma in tutta la penisola. Siamo la cooperativa leader per le vendite di miele e siamo orgogliosi di dire che nell’ultimo anno abbiamo avuto una crescita del 18% nelle vendite alla grande distribuzione».
Dopo i saluti del governatore Alberto Cirio e l’intervento dell’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni, è stato rilanciato il “Manifesto per il Futuro dell’Apicoltura”, un’iniziativa di Piemonte Miele per dare voce a un settore che spesso viene lasciato ai margini e che merita una dichiarazione d’intenti netta da parte di tutta la società.
Durante la celebrazione non è mancato l’omaggio ai due pilastri su cui si è costruita la storia e il successo della cooperativa: il direttore Dario Mattio, e l’ex presidente, Ernesto Marengo. «Il loro lavoro – ha detto il presidente Colombo – caratterizzato da una profonda sinergia e una chiara visione strategica, ha permesso alla cooperativa non solo di resistere, ma di prosperare attraverso i cambiamenti del mercato e le sfide del settore apistico. Hanno saputo navigare in periodi di incertezza economica e affrontare ostacoli significativi trasformando ogni difficoltà in un’opportunità di crescita».