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Investimenti irrigui in agricoltura

Sostegno allo stoccaggio dell’acqua, un bando regionale

Investimenti irrigui in agricoltura

Un sostegno concreto alle aziende agricole piemontesi che intendono investire nell’efficientamento dell’irrigazione, nello stoccaggio delle acque stagionali e nell’utilizzo di acque affinate. È quanto prevede il nuovo bando della Regione Piemonte sugli “Investimenti irrigui”, che mette a disposizione una dotazione iniziale di 571.686 euro, con la possibilità di un successivo incremento fino a 3 milioni di euro

«Si tratta di una misura particolarmente importante in una fase in cui la disponibilità della risorsa idrica rappresenta una delle principali criticità per l’agricoltura – sottolinea Pietro Busso, responsabile della finanza agevolata di Cia Agricoltori Italiani Cuneo -. Il bando sostiene investimenti che puntano non soltanto a migliorare l’efficienza degli impianti irrigui, ma anche a conservare e rendere disponibile l’acqua nei momenti di maggiore necessità. Per le aziende può quindi rappresentare una valida opportunità».

Il bando è rivolto agli imprenditori agricoli, singoli o associati, che possiedano la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale e abbiano una produzione standard pari o superiore a 12 mila euro.

Gli interventi finanziabili sono articolati in tre categorie. La prima riguarda il miglioramento, il rinnovo e il ripristino degli impianti irrigui esistenti, purché non comportino un aumento netto della superficie irrigata. La seconda comprende la creazione, l’ampliamento, il miglioramento, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di bacini o altre forme di stoccaggio e conservazione, comprese le opere di adduzione e distribuzione di pertinenza esclusivamente aziendale, purché riferite esclusivamente ad acque stagionali, anche attraverso la captazione dell’acqua piovana. La terza riguarda l’utilizzo di acque affinate come fonte alternativa di approvvigionamento idrico.

Per tutte e tre le tipologie di investimento il sostegno è pari al 65% della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale. La spesa ammissibile deve essere compresa tra un minimo di 5 mila e un massimo di 150 mila euro per singolo beneficiario.

«L’intensità dell’aiuto è significativa – osserva il responsabile di Cia Cuneo -. Su un investimento di 100 mila euro di spesa ammissibile, ad esempio, il contributo può arrivare a 65 mila euro». Tra le spese ammissibili rientrano la costruzione, acquisizione, miglioramento, ristrutturazione e ampliamento di beni immobili e relative pertinenze, l’acquisto o il leasing di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, oltre alle spese generali collegate agli interventi, entro il limite del 10% della spesa ammissibile, e determinati investimenti immateriali.

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