ala di ferro a saluzzo

Ala di ferro, la Soprintendenza sollecita un intervento

Nessun rischio strutturale, ma vanno programmati lavori di riqualificazione

Ala di ferro, la Soprintendenza sollecita un intervento

Una lettera, a firma della Soprintendente Lisa Accurti, inviata all’amministrazione, riporta all’attenzione il caso dell’Ala di ferro di piazza Cavour, tema sul quale le minoranze avevano, un anno fa, sollecitato interventi per contenerne il degrado. In assenza di risposte, una decina di giorni fa, erano tornati sulla questione con una segnalazione alla stessa Soprintendenza e una esplicita diffida al sindaco.

Nella missiva la Soprintendenza sollecita il Comune a mettere mano al restyling con urgenza.

Una presa di posizione che gli esponenti dell’opposizione considerano, sul piano politico, un punto a loro favore.

«La risposta della Soprintendenza (Belle Arti) alla diffida trasmessa dai consiglieri di minoranza – scrivono in un comunicato stampa i rappresentanti dell’opposizione consiliare segna un punto fermo che non può più essere aggirato né tantomeno deformato sul piano politico.

IL SOPRALLUOGO

Nella giornata del 1° aprile, l’autorità ha confermato che a seguito di un sopralluogo diretto, ha accertato criticità e condizioni che impongono interventi urgenti di messa in sicurezza e un percorso organico di restauro dell’Ala di ferro. Una conferma puntuale e inequivocabile di quanto da noi denunciato da oltre un anno, prima in sede consiliare e poi formalmente con una diffida che oggi trova piena legittimazione nei fatti».Le minoranze rivendicano di aver sollevato una questione di interesse generale per quello che considerano una sorta di monumento simbolo della città, essendo luogo deputato al “mercato della terra” e sede di tanti eventi.

Alla luce della lettera giunta in Comune da parte delle Belle Arti ritengono gravi la risposta del sindaco e della maggioranza.

«Hanno ritenuto di liquidare le nostre segnalazioni come eccessive, se non addirittura inappropriate, arrivando persino – affermano – a censurare lo strumento giuridico utilizzato, definito in modo del tutto improprio “irrituale”. Una presa di posizione che, alla luce del riscontro della Soprintendenza, si rivela non solo infondata ma profondamente inadeguata rispetto alla responsabilità istituzionale che dovrebbe guidare l’azione amministrativa.

QUESTIONE DI SOSTANZA

Il punto – annotano piccati i consiglieri di minoranza – non è la forma della diffida, ma la sostanza dei problemi evidenziati: «Problemi reali, documentati e oggi ufficialmente riconosciuti dall’Autorità pubblica preposta, dotata di competenza tecnica e autonomia di giudizio che ha ritenuto necessario richiamare il Comune ai propri obblighi di tutela e conservazione, sollecitando interventi immediati e non più rinviabili».Queste le valutazioni dei consiglieri Damiano, Giordana, Capitini, Conte, Daniele e Sanzonio: «Alla diffida il sindaco ha preferito rifugiarsi in giustificazioni generiche, rinvii a ipotetici finanziamenti futuri e, soprattutto, nel solito atteggiamento di chiusura nei confronti del ruolo delle minoranze. Un comportamento che tradisce una concezione distorta dei rapporti istituzionali, nella quale il controllo e la vigilanza vengono percepiti come ‘una inopportuna e inutile pressione’ , anziché come una funzione essenziale dell’ordinamento democratico».

«Il sindaco – proseguono – ha ritenuto di scrivere alla Prefettura lagnando testualmente che “la serenità operativa e l’impegno di tutti […] appaiono messi in dubbio” dai consiglieri di minoranza “con conseguente mortificazione degli uffici”. Per l’ennesima volta constatiamo che da parte di chi governa Saluzzo non vi è la conoscenza dei compiti riferiti ai ruoli. È bene, dunque, ribadirlo con chiarezza: non siamo soggetti esterni né tantomeno elementi di disturbo. Siamo chiamati a esercitare, con la responsabilità che ci distingue, un ruolo di controllo sull’operato dell’amministrazione».

Un ruolo – ribadiscono – che, in questa vicenda, è stato svolto in modo rigoroso, trasparente e conforme agli strumenti previsti dall’ordinamento. E meno male. Perché se oggi la Soprintendenza interviene formalmente, non è certo per effetto di allarmismi infondati, ma perché le criticità segnalate esistono e richiedono risposte concrete. Negarlo o minimizzarlo non è più possibile».

UNA QUESTIONE POLITICA

Poi le considerazioni politiche nel merito della vicenda: «Le polemiche di sindaco e maggioranza si rivelano per quello che sono: strumentali. Resta invece aperta, ed è politicamente rilevante, la questione dell’inerzia amministrativa che ha reso necessario arrivare a questo esito. Perché la tutela dell’Ala di ferro e di chi giornalmente vi transita non può essere subordinata a logiche attendiste né a valutazioni esclusivamente economiche, soprattutto quando entrano in gioco profili di sicurezza pubblica».Le minoranze replicano anche alle accuse di doppia moralità loro rivolte nei giorni scorsi dalla maggioranza di “Insieme si può”: «L’Amministrazione, con lo stesso rigore che impiega nelle polemiche, si assuma le proprie responsabilità ed inizi a governare la città. Abbandoni i tentativi di delegittimazione del nostro ruolo che, alla luce dei fatti, appaiono sempre più privi di fondamento. Faccia il cambio di passo e dia immediato seguito alle prescrizioni della Soprintendenza garantendo finalmente interventi adeguati. Perché in questa vicenda resta un dato incontrovertibile: le criticità c’erano, sono state ignorate e oggi sono ufficialmente riconosciute». «Colpisce, semmai, che mentre la Sovrintendenza impone al Comune interventi urgenti e non più rinviabili, la maggioranza consiliare trovi il tempo di avventurarsi in prediche sulla moralità altrui e in valutazioni politiche che esulano completamente dal merito dei problemi locali. Crediamo sia bene lasciare che le responsabilità delle persone vengano valutate nelle sedi competenti, che certamente non necessitano di commentatori improvvisati».

Noi, più semplicemente – concludono le minoranze -, continuiamo a occuparci di ciò che riguarda direttamente la Città, del patrimonio pubblico e della sicurezza dei cittadini. È un compito meno rumoroso ma evidentemente più utile».

IL FUTURO DELL’ALA

Già giovedì i tecnici del Comune hanno effettuato un sopralluogo in attesa di confrontarsi con i due referenti indicati dalla Soprintendenza, l’architetto Loredana Fracchia e il dottor Massimiliano Caldera.È con loro che il Comune dovrà relazionarsi per concordare, così esorta la Soprintendente «la tempestiva predisposizione di un progetto di restauro, risanamento conservativo e adeguamento normativo e impiantistico volto alla risoluzione definitiva e organica delle criticità ed esigenze conservative individuate».

Le sollecitazioni delle Belle Arti – al di là della querelle politica – suonano come uno sprone ad agire tempestivamente sul manufatto ottocentesco, coevo della Tour Eiffel.

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