nuvo ponte a cardè

Ancora fermo il nuovo ponte di Cardè

Provincia e Comune scrivono a Roma

Ancora fermo il nuovo ponte di Cardè

Quasi vent’anni sulla carta, e ancora nulla sul terreno. Il nuovo ponte sul Po a Cardè, lungo la Strada provinciale 29 verso Villafranca, resta bloccato in una fase di stallo. L’attuale attraversamento, costruito nel 1914, non regge più il traffico: chiude quando il fiume esonda e limita i mezzi pesanti.

Il progetto fa parte della variante esterna all’abitato, approvata nel 2021, pensata per alleggerire il traffico cittadino, migliorare i collegamenti tra Saluzzese e Nord Piemonte e garantire maggiore sicurezza idraulica. Il nuovo ponte sarà lungo circa 540 metri, in acciaio e a più campate, capace di sostenere i volumi di traffico attuali e futuri, rispettando le fasce fluviali stabilite dagli enti competenti.

Negli ultimi due anni l’iter ha registrato progressi: l’opera è stata inserita negli strumenti urbanistici comunali, sono iniziate le procedure di esproprio e sono stati aggiornati gli studi idraulici, anche alla luce delle recenti piene. Ma l’impennata dei costi dei materiali dal 2022 ha fatto lievitare il bilancio: dai 18 milioni iniziali si è passati a una richiesta di 25 milioni, sette in più, necessari per coprire il nuovo quadro economico.

Per sbloccare la situazione, Provincia e Comune hanno scritto direttamente al Governo, alla Presidenza del Consiglio, al Ministero delle Infrastrutture, alla Regione Piemonte, all’Unione delle Province d’Italia e ai parlamentari locali. Il presidente della Provincia Luca Robaldo e il sindaco Matteo Morena chiedono l’adeguamento del contributo statale previsto dal Decreto interministeriale del 2020, allegando una relazione tecnica aggiornata per una valutazione puntuale. Un’azione già intrapresa la scorsa estate dal sindaco Morena, ma caduta sostanzialmente nel vuoto.

«Abbiamo ribadito la necessità di un’azione sinergica tra tutti i rappresentanti del territorio, indipendentemente dai colori politici, affinché un’esigenza sentita da anni come quella di Cardè trovi finalmente una soluzione – dichiarano Robaldo e Morena –. Contiamo sul supporto di tutti gli interlocutori coinvolti».

Il nuovo ponte non è solo un’infrastruttura: è la chiave per la sicurezza idraulica e viaria del territorio, per il riordino della rete provinciale e per liberare Cardè dal traffico pesante che da decenni lo attraversa, tra attese, esondazioni e promesse rimaste sospese.