Fruit Logistica 2026 passerà alla storia per la neve e il gelo che hanno mandato in tilt Berlino. In città, fin dalla prima giornata, si è notato che qualcosa non andava. La poca neve caduta non veniva tolta; i marciapiedi erano ricoperti di ghiaccio; la metropolitana talvolta era bloccata, i treni in ritardo.
Dopo un avvio piuttosto incerto, si sperava in un fine fiera più tranquillo ma, purtroppo, non è stato così: l’aeroporto di Berlino ha subito chiusure il 5 febbraio e poi anche nella prima parte del 6. Il risultato? Caos totale, mancanza d informazioni, bagagli che non sono mai partiti e poi non restituiti ai viaggiatori, aumentando i disagi per la notte da trascorrere in albergo.
Molti, compreso chi scrive, sono tornati in Italia con treni di fortuna, arrivando a destinazione soltanto nella giornata di sabato.
Gelo e neve a parte – fattore che, secondo diversi operatori, ha inevitabilmente inciso sulla presenza e sulla fluidità degli incontri – dall’expo 2026 emerge un quadro articolato, fatto di conferme ma anche di qualche elemento di criticità. Fruit Logistica si consolida ancora una volta come hub internazionale di riferimento per l’ortofrutta: i buyer esteri hanno continuato a dimostrare forte interesse verso il prodotto italiano e le aziende maggiormente orientate all’export hanno espresso soddisfazione per la qualità dei contatti e per le opportunità di networking sviluppate.
Un discorso che ha coinvolto appieno gli operatori del gruppo Piemonte, con in testa i produttori e commercianti del Saluzzese. L’Alberghiero di Barge ha garantito la consueta assistenza e in fatto di buon gusto, è stato comunque un successo per i nostri prodotti di eccellenza.
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