Si tratta certamente di realtà differenti sotto molti aspetti, a partire dalle dimensioni, ma accomunate da implicazioni rilevanti quanto a consumo dei suoli, impatto estetico e paesaggistico, come sulla difficile convivenza con il tessuto residenziale del territorio.
Le nostre osservazioni, in entrambi i procedimenti, sono state tra le prime ad essere formalizzate ufficialmente. Per quanto riguarda Roata Eandi, il nostro sostegno attivo, concreto e leale al Comitato No Biodigestore è sempre stato chiaro e sotto gli occhi di tutti. Un impegno portato avanti con serietà, presenza e coerenza politica, senza travestirci da paladini del mondo agricolo e dell’ambiente.
Occorre però evitare facili trionfalismi: il preavviso di diniego espresso oggi non rappresenta necessariamente la conclusione definitiva della vicenda. È infatti molto probabile che Aky Biomethane ripresenti il progetto, rivedendolo alla luce delle criticità che al momento ne impediscono l’approvazione. Per questo motivo, riteniamo che la questione resti aperta e che sia necessario mantenere alta l’attenzione.
Rimane inoltre da affrontare un tema centrale e primario: quello legato alla normativa Seveso e ai criteri di valutazione dei volumi di gas stoccati, aspetti che incidono – o dovrebbero incidere – direttamente sulla classificazione degli impianti come a “rischio di incidente rilevante”.
Si tratta di un nodo tecnico e normativo fondamentale, sul quale intendiamo attivarci nelle sedi competenti, affinché vengano garantite la massima trasparenza, il pieno rispetto della normativa e soprattutto la tutela della sicurezza del territorio e dei cittadini.
I consiglieri comunali Giovanni Damiano, Nicolò Giordana, Alberto Daniele e Paola Sanzonio, Saluzzo