Cari turisti, la montagna non è un gioco
Un appello dagli amministratori delle Terre Alte

Egregio direttore, prepararsi per andare in montagna è come andare a un incontro piacevole. Ci si va coscienti e predisposti. La montagna non è inerte ma viva. Non è la méta di una disinvolta passeggiata, ma è una escursione verso nuovi panorami, nuovi orizzonti. Mentre al mare si va per abbandonarsi all’acqua e alla spiaggia, e nella città d’arte ci si va per ammirare, in montagna si va per vivere la natura...
Le cronache giornalistiche registrano numerosi fatti drammatici che avvengono in montagna perché ci si avventura con superficialità, noncuranza o supponenza, trascurando che è fondamentale considerare la montagna una méta di svago e di serena conquista. La montagna è conquista di bellezza, e come ogni conquista esige passione, rispetto, regole di comportamento, riconoscimento di limiti. L’avvertimento prioritario per chi sale in montagna è che la si deve raggiungere pronti ad ogni sua reazione naturale (intemperie, difficoltà di percorso, frane, valanghe ecc. ecc.).
Risulta preoccupante la convinzione o, peggio, la presunzione di potere in ogni caso essere soccorsi.
Quello del soccorso alpino è ritenuto un fenomeno doveroso, obbligato, imprescindibile, ma che purtroppo allenta in molti il senso di responsabilità personale, e fa trascurare le necessarie precauzioni di sicurezza. E’ evidente considerare in concreto, a seconda delle varie escursioni, la copertura del segnale telefonico, l’adeguata attrezzatura (per lo sci alpinismo sono necessari arva, sonda e pala), la conoscenza dei percorsi, e anche l’indicazione alla base di partenza delle proprie mete.
Come servizio sociale svolto da volontari di vari organismi e specializzazioni, il problema della sicurezza è essenziale: dalla copertura telefonica al monitoraggio costante della montagna, al servizio informazioni (meteorologico), ai presìdi alpini e ai rifugi.
Noi amministratori dei Comuni di montagna non siamo gelosi di chi viene nel nostro territorio, anzi ne siamo orgogliosi; ma richiamiamo tutti al senso di responsabilità per quanto riguarda l’utilizzo obiettivo del sistema di sicurezza, nonché a contribuire a garantirne l’efficienza e la tempestività. Inoltre, vanno studiate apposite polizze assicurative, forme di compartecipazione alle spese di soccorso, rimborsi parziali, incentivi anche finanziari al volontariato (medici, infermieri, soccorritori). In più, è opportuno reperire i volontari fra i residenti nello specifico territorio. Infine, è lungimiranza predisporre nelle scuole della nostra provincia iniziative per educare i giovani all’amore per la montagna.
Un gruppo di sindaci e amministratori delle Terre Alte