Investire sui giovani per costruire il futuro delle vallate alpine. È questo il filo conduttore di “Estate ProA(c)tive”, il progetto promosso da Monviso Solidale nell’ambito della cooperazione transfrontaliera tra Italia e Francia, che nel mese di luglio coinvolgerà 65 ragazzi tra gli 11 e i 25 anni provenienti dal Saluzzese, dalle valli del Monviso e dal Queyras.
Più che semplici attività estive, il progetto propone esperienze pensate per favorire la conoscenza del territorio, la nascita di nuove relazioni e una maggiore partecipazione dei giovani alla vita delle comunità montane. «È un lavoro che Monviso Solidale ha avviato già nel 2017 – spiega il direttore Enrico Giraudo -. Viviamo in un territorio caratterizzato da alcune fragilità, dai servizi ai trasporti fino alle opportunità di lavoro. Per questo oggi è fondamentale investire sui giovani che vivono o desiderano vivere in valle, creando le condizioni perché possano scegliere di restarci e diventarne protagonisti».
L’obiettivo, aggiunge Giraudo, è rafforzare la consapevolezza delle opportunità offerte dal territorio e far conoscere ai partecipanti gli strumenti della partecipazione e della governance locale. Le indicazioni raccolte durante le attività serviranno anche a orientare le prossime fasi del progetto.
Tre gli appuntamenti in programma nel mese di luglio. Si partirà dal 6 al 10 luglio con “L’Atelier”, una residenza a Ostana dedicata al teatro, alla crescita personale e alla riflessione sul futuro. L’8 luglio sarà la volta di “Acqua Viva”, giornata nel Queyras che riunirà venti giovani italiani e francesi per un’esperienza condivisa tra kayak, rafting e hydrospeed. Il 17 e 18 luglio, infine, “Dalla città alla montagna” porterà i partecipanti da Torino alla Valle Stura, con un soggiorno in valle, un’attività di rafting e momenti di confronto.
«L’obiettivo – sottolinea Cristiana Bertaina, responsabile della progettazione europea di Monviso Solidale – è avvicinare i territori francesi e italiani, offrendo ai giovani occasioni concrete per conoscersi e confrontarsi».
Il progetto proseguirà fino al 2028. La sfida, spiegano i promotori, sarà trasformare il coinvolgimento iniziale in una partecipazione stabile, affinché le nuove generazioni possano diventare protagoniste dello sviluppo delle comunità alpine.