Nei giorni scorsi la Cattedrale di Saluzzo era colma di persone. Una presenza così numerosa racconta, più di ogni parola, quanto Michelangelo Ghione fosse stimato e quanto la sua improvvisa scomparsa abbia lasciato un vuoto profondo tra amici e conoscenti.
Conobbi Michelangelo prima ancora di entrare, come lui, in Marina. Tra noi nacque subito quella complicità fatta di stima e solidarietà che unisce i marinai, più ancora di una semplice amicizia.
Vorrei ricordare tre aspetti della sua vita, ma prima una piccola premessa: perché tanti marinai a Saluzzo? E perché Michelangelo scelse proprio la Marina?
La risposta affonda le radici negli anni ’50 e ’60, quando la signora Giani, insegnante di dattilografia e pioniera della stenografia, organizzava corsi molto frequentati. Quando la Marina iniziò a cercare furieri dattilografi, molti giovani della zona – attratti più dal mare che dalla leva di terra – si arruolarono. Così nacque una piccola “tradizione navale” saluzzese, di cui Michelangelo fece parte.
Un’amicizia nata sul mare
Nel settembre del 1963, mentre dalla Maddalena mi dirigevo verso le Scuole Cemm di Taranto, lo incontrai per caso a Civitavecchia, dove prestava servizio alla Capitaneria di Porto. La sorpresa si trasformò subito in allegria: racconti, avventure, qualche disavventura… Lui apparteneva al 6° scaglione ’42, ed io al 1° ’43, partito a gennaio, insieme a Pierluigi Paschetta e Piero Bianco. Come spesso accade tra marinai, ci saremmo rivisti solo una volta congedati.
Nasce il gruppo Anmi
In quegli anni, grazie all’iniziativa di Giuseppe Castellano, al sostegno del senatore Giuseppe Fassino e del Tenente di Vascello Ennio Bruno, si riuscì a costituire il Gruppo Anmi di Saluzzo. Era il 1969. La presidenza venne affidata ad Amerigo Baracchino ed il Consiglio direttivo fu formato da Arnaldo Alessandrini, Gianmario Cane, Arturo Gallo, Pasquale Brunetto e Renzo Scarano. Alla segreteria, Beppe Castellano, coadiuvato dalla moglie Alida Acchiardi, oggi Presidente del “Nastro Azzurro”.
Michelangelo, con la sua generosità concreta, mise a disposizione locali di sua proprietà da adibire a sede dell’Associazione: un gesto che contribuì in modo decisivo alla sua crescita.
Negli anni successivi il Gruppo partecipò a Raduni Nazionali, celebrazioni, feste della Marina e nel 1979 alla costruzione del Monumento ai Caduti del Mare in corso Roma, che venne inaugurato alla presenza di autorità religiose, civili e militari.
Dopo le presidenze di Amerigo Baracchino, Renzo Scarano e Franco Tibaldi, fu proprio Michelangelo Ghione a guidare i marinai saluzzesi: unico presidente eletto per quattro mandati consecutivi. Rimase in carica sedici anni, distinguendosi per impegno, equilibrio e autentico amor di patria. Successivamente fu eletto Mario Cane, “pilastro portante” da sempre del Gruppo. Tutti i suddetti personaggi, furono insigniti dell’onorificenza di Cavaliere O.M.R.I all’Ordine e Merito della Repubblica Italiana. Solo Castellano diventò Cavaliere Ufficiale.
L’ìmprenditore
Michelangelo non è stato solo un marinaio appassionato: è stato anche un imprenditore agricolo capace e lungimirante. Seppe trasformare le colture tradizionali delle sue terre, orientandole con successo verso la frutticoltura: mele, pesche, pere e molto altro. Il suo lavoro instancabile, unito a coraggio e intelligenza, contribuì al grande sviluppo agricolo del Cuneese, oggi tra le prime zone esportatrici d’Italia.
Fu parte di quella generazione che, per migliorare la coltivazione e la conservazione dei kiwi negli anni 50-60, volò fino in Nuova Zelanda per imparare dai migliori, invitando poi i tecnici neozelandesi a visitare le nostre cooperative. Alcuni arrivarono persino a fondare aziende nell’emisfero sud-americano per garantire continuità produttiva in Brasile e in Cile. Michelangelo ha raccolto e onorato pienamente questa eredità.
La generosità
Vorrei concludere con un ricordo che mi ha raccontato l’amico Silvio Rosingana. Durante i bombardamenti su Torino nel 1943, i suoi genitori vennero a Saluzzo e trovarono rifugio proprio nella casa della famiglia Ghione, che li ospitò gratuitamente e li aiutò a procurarsi il necessario per vivere. Silvio nacque lì, nel 1944.
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In memoria di Michelangelo, alla sua amata consorte Ersilia (Madrina del nostro Gruppo) e a tutti i famigliari va il nostro affetto più sincero, la nostra vicinanza e il nostro rispettoso abbraccio.
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